La Terra che brucia

Earth burning

A dicembre Copenhagen, la capitale della Danimarca, ospiterà una Conferenza Onu sul clima in cui associazioni ambientaliste e organizzazioni internazionali sperano di vedere progressi concreti nella lotta al cambiamento climatico. Per questo le Nazioni Unite hanno lanciato una petizione online per chiedere che sia firmato un accordo decisivo sulla riduzione delle emissioni nei prossimi anni. Il tempo utile per fare qualcosa si riduce, mentre l’incidenza mondiale di alluvioni, tempeste e siccità aumenta.

Il segretario generale dellìOnu Ban Ki-Moon ha visitato di persona i ghiacci dell’Artico nell’estremo nord della Norvegia e ha detto di essere “allarmato e sorpreso per aver trovato i ghiacciai in uno stato così grave”.
Il segretario ha invitato tutti i cittadini del mondo ad utilizzare la Settimana globale del clima, in programma tra il 21 e il 25 settembre, per esortare i propri capi di stato a firmare un accordo efficace e ambizioso sul cambiamento climatico, che può realizzarsi solo con una forte pressione dell’opinione pubblica da tutto il mondo. Il 22 settembre all’Onu è in programma una giornata per il clima all’Onu. Il sito di Greenpeace Italia ha inaugurato una campagna per chiedere anche al premier italiano di andare a Copenhagen. 
Per Achim Steiner, Sottosegretario Generale e Direttore Esecutivo del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), “Un accordo scientificamente credibile può favorire il processo di transizione verso un’economia verde caratterizzata da basse emissioni di carbonio e da un uso efficiente delle risorse, condizioni indispensabili per un pianeta di sei miliardi di persone destinato a superare i nove miliardi nel 2050. In quanto tale, quello di Copenhagen potrebbe rappresentare forse il pacchetto di stimoli più grande e significativo del 2009 e oltre.”
Il principale nodo politico è che le nazioni in via di sviluppo, come Cina, India e molte altre non intendono pagare i costi di un inquinamento creato principalmente dall’occidente negli ultimi due secoli. l’Africa inoltre chiede aiuti economici per affrontare le alluvioni e le siccità, conseguenze dirette del riscaldamento climatico, che stanno colpendo soprattutto le zone calde del pianeta. Una piano efficace per la riduzione delle emissioni sarà possibile solo se si trova un compromesso. 
Lo scioglimento dei ghiacci oltre a causare un sempre maggiore cambiamento climatico potrebbe anche portare secondo molti scienziati ad altre gravi conseguenze, come il rilascio di metano dai fondali oceanici. Il metano, come l’anidride carbonica immessa dall’uomo nell’atmosfera bruciando petrolio e derivati, è un gas serra e contribuirà all’aumento delle temperature. Un aumento di soli 4-5 gradi può avere effetti disastrosi sulla vita del pianeta

Francesco Defferrari

La petizione ONU “Seal the Deal”, Firmate l’accordo.  

  

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