E’ ora di svegliarsi

Le sveglie a BarcellonaIl vertice di Copenhagen sul cambiamento climatico, previsto a dicembre, dovrebbe essere l’occasione storica per fermare il riscaldamento globale, ora che gli Stati Uniti sotto la presidenza Obama hanno sul tema una sensibilità molto maggiore rispetto agli anni precedenti e anche la Cina sembra disponibile a fare qualcosa. I negoziati però procedono con molta lentezza: a Barcellona sono appena terminati gli ultimi incontri preparatori, con scarsi risultati.

I paesi africani hanno boicottato la riunione perché giustamente chiedono ai paesi ricchi, i principali responsabili dell’inquinamento mondiale, un impegno molto maggiore. Negli Stati Uniti la legge che dovrebbe limitare le emissioni va avanti con molta difficoltà e il boicottaggio della minoranza repubblicana, e già si sa che non verrà approvata nella sua forma definitiva prima di gennaio, quindi dopo il vertice di Copenhagen. Se nel frattempo il Congresso americano non raggiunge un accordo di massima è molto probabile che a dicembre gli Stati Uniti non saranno disposti a firmare alcun accordo vincolante, e questo sarebbe un probabile fallimento con un altro lungo ritardo prima che si inizi a fare davvero qualcosa.
Intanto le associazione ambientaliste di tutto il mondo continuano le loro campagne per chiedere ai leader mondiali di prendere un impegno preciso e vincolante per ridurre le emissioni di anidride carbonica ed evitare futuri disastri. Oltre alla campagna Onu “Seal the Deal”, firmate l’accordo, e dopo l’evento “350” del 24 ottobre, ora è partita la campagna Tck Tck Tck, il suono delle lancette dell’orologio, per ricordare ai potenti della Terra che il tempo utile per fare qualcosa di concreto e davvero efficace sta per scadere. Piccole sveglie verdi infatti sono state portate agli incontri di Barcellona per ricordare ai responsabili del negoziato l’importanza di agire in fretta.
“Don’t Nuke the Climate”, Non nuclearizzate il clima, è invece un’altra iniziativa europea per chiedere che il nucleare non sia utilizzato al posto delle energie rinnovabili per diminuire l’inquinamento. Anche se le centrali nucleari non producono anidride carbonica come il petrolio e il carbone producono comunque rifiuti radioattivi, una forma di inquinamento pericolosissima che finora è sempre stata smaltita in modo pessimo, soprattutto in Italia.
Nel mondo si preparano diverse manifestazioni e iniziative per l’appuntamento di Copenhagen dal 7 al 18 dicembre, in particolare nel giorno di iniziative globali del 12 dicembre, ma in Italia l’opinione pubblica è piuttosto fredda sul tema e il governo non ha la minima sensibilità ecologica. Come se tutto questo non ci riguardasse affatto. Chi guadagna con il petrolio e con l’inquinamento, chi nega l’esistenza stessa del riscaldamento globale (quasi sempre perché ha amici o finanziatori nell’industria del petrolio) e chi si disinteressa completamente della questione costituisce di fatto un unico fronte che può arrivare a distruggere il nostro pianeta. Il pericolo riguarda tutti mentre continuare a inquinare è un interesse di pochi. E’ ora di capirlo e di svegliarsi, meglio prima che poi.

Francesco Defferrari

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