Buste in plastica: stop dal 1° gennaio

busteplastica_2011addioTra le tante cose che il 2010 porterà via con sé ci sono anche le buste di plastica. Dal 1° gennaio 2011, infatti, diventerà obbligatorio per legge, per effetto della normativa nazionale che recepisce disposizioni comunitarie, la direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e rifiuti di imballaggio, il divieto di commercializzare sacchetti di plastica.

In un Paese come il nostro dove di solito non si riesce a smaltire la spazzatura sembra quasi strano che da domani si dica addio alle buste di plastica anche perché altri paesi europei, tra questi la Spagna, hanno deciso di spostare di quasi dieci anni l’eliminazione definitiva.
Certo questa scadenza non significa che da domani mattina non troveremo le buste di plastica nei supermercati anche perché è stato proprio il Ministero dello Sviluppo economico a precisare che rimane consentito lo smaltimento delle scorte in giacenza negli esercizi artigianali e commerciali alla data del 31 dicembre 2010. Quindi, soprattutto i supermercati, avranno tempo per eliminare tutte le scorte accumulate e dovrebbero farlo, sempre secondo quanto scritto dal ministero, a titolo gratuito. Anche se basta fare un giro per molti supermercati per accorgersi che le buste, spesso, sono date solo dietro pagamento.
Per il nostro Paese è decisamente una data storica perché, secondo la Coldiretti, siamo tra i massimi utilizzatori in Europa di buste di plastica con un consumo medio annuale di 300 sacchetti a testa. In Italia arriva un quarto dei 100 miliardi di pezzi consumati in Europa dove vengono importati per la maggioranza da paesi asiatici come la Cina, Thailandia e Malesia. E di queste buste quasi il 30% diventa rifiuto andando poi a inquinare l’ambiente visto che ci vogliono almeno 200 anni per la decomposizione.
E se anche ci dovesse volere un po’ più di tempo per eliminare definitivamente i sacchetti, è certo che la messa al bando per legge è già un gran risultato. E allora come fare per raccogliere tutti i prodotti della nostra prossima spesa? Secondo un sondaggio-dibattito di Legambiente, quasi l’80% dei votanti ha deciso di sostituire i sacchetti usa e getta di plastica “con sporte durevoli”. Quelle buste di stoffa o di rete che usavano le nostre nonne per fare la spesa. Altri negozi, (come la catena dei francesi Auchan o i negozi Decathlon) utilizzano invece già da un po’ di tempo le buste in mater-bi, un tipo di bioplastica creato a partire dall’amido di mais, grano e patata, completamente biodegradabile e soprattutto utilizzabile per la raccolta differenziata dei rifiuti organici (che poi diventerà compost e sarà utilizzato come fertilizzante).
E se gli italiani all’inizio storceranno il naso per questa nuova regola, c’è da essere sicuri che alla fine si abitueranno. Il divieto di fumo nei locali pubblici sembrava irrealizzabile, mentre oggi è la normalità in tutte le città italiane. Da domani diventerà normale anche non chiedere il sacchetto di plastica al supermercato. E magari andare alla ricerca delle vecchie buste in tela di una volta: colorate, decorate, personalizzate.

Marianna Lepore

 
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