
"Quando sento la parola cultura metto mano alla pistola" diceva Goebbels, il ministro della propaganda nella Germania nazista, lo stesso che diceva che una menzogna ripetura mille volte diventa verità. Sembra proprio sia lui il riferimento culturale dell'attuale maggioranza poltica. Per completare l'occupazione della Rai manca solo la distruzione di RaiTre, che procede spedita. Intanto i ministri Brunetta, Bondi e Gelmini se la prendono con il cinema italiano.
In particolare con "Il Grande Sogno" di Michele Placido, la cui attrice protagonista ha appena vinto il premio Mastroianni a Venezia, l'unico premio vinto da un film italiano. Per quanto riguarda il cinema Bondi si vanta dei tagli al fondo unico per lo spettacolo e Brunetta, che non si capisce che diamine c'entri con la cultura, spara a zero contro i registi finanziati in parte dallo stato che se non incassano abbastanza nelle sale. La Gelmini intanto, che non si è mai capito che diamine c'entrasse con l'educazione e la scuola, se la prende con il 1968.
E' vero che ci sono tante manifestazioni culturali che non potrebbero sopravvivere senza il sostegno dello stato. Solo persone che odiano la cultura e l'intelligenza, o perlomeno le ignorano completamente, possono vedere in questo un buon motivo per lasciarle morire. Non c'era sostegno alla cultura nell'Italia del medioevo, nei tempi bui della nostra storia in cui solo pochi monasteri preservavano le biblioteche, la conoscenza. Eliminare i finanziamenti dello stato alla cultura significa inoltre togliere il lavoro a un numero molto alto di persone.
Eliminarli inoltre significa che solo quello che piace ai bassi istinti del grande pubblico può continuare a vivere. Reality, quiz idioti, talk show demenziali e roba simile. Una politica da televisione commerciale, e quindi perfettamente coerente con il governo in carica. I ministri sopra nominati infatti non sono tanto dipendenti pubblici, pagati da tutti i cittadini, anche da quelli che non li hanno votati, ma dipendenti Mediaset. Quindi tutto quello che non fa audience sulle reti Mediaset può essere eliminato, dalla lirica al cinema al teatro. E' il conflitto di interessi, bellezza. Ecco perché non si può eleggere un proprietario di reti televisive commerciali come presidente del consiglio.
E' vero che ci sono tante manifestazioni culturali che non potrebbero sopravvivere senza il sostegno dello stato. Solo persone che odiano la cultura e l'intelligenza, o perlomeno le ignorano completamente, possono vedere in questo un buon motivo per lasciarle morire. Non c'era sostegno alla cultura nell'Italia del medioevo, nei tempi bui della nostra storia in cui solo pochi monasteri preservavano le biblioteche, la conoscenza. Eliminare i finanziamenti dello stato alla cultura significa inoltre togliere il lavoro a un numero molto alto di persone.
Eliminarli inoltre significa che solo quello che piace ai bassi istinti del grande pubblico può continuare a vivere. Reality, quiz idioti, talk show demenziali e roba simile. Una politica da televisione commerciale, e quindi perfettamente coerente con il governo in carica. I ministri sopra nominati infatti non sono tanto dipendenti pubblici, pagati da tutti i cittadini, anche da quelli che non li hanno votati, ma dipendenti Mediaset. Quindi tutto quello che non fa audience sulle reti Mediaset può essere eliminato, dalla lirica al cinema al teatro. E' il conflitto di interessi, bellezza. Ecco perché non si può eleggere un proprietario di reti televisive commerciali come presidente del consiglio.
Per quanto riguarda RaiTre per ora hanno iniziato con ogni genere di boicottaggio: Ballarò spostato per non dare fastidio alla celebrazione di Vespa che deve mostrare al pubblico come l'amato leader ha dato le case ai terremotati. Verranno opportunamente dimenticati tutti i terremotati che le case non le hanno ancora e non le avranno nemmeno a breve. Le altre due più importanti trasmissioni giornalistiche di Rai Tre, Report e Annozero, vengono ostacolate in ogni modo possibile dall'attuale dirigenza Rai nominata dal governo, e la situazione può solo peggiorare.
Al governo infatti non vogliono che il pubblico si interroghi sulla condizione di questo paese guardando film e opere teatrali che possono far riflettere o, peggio ancora, trasmissioni di approfondimento dove lavorano veri giornalisti, cioè quelli non pagati dal capo.
Sentono la parola cultura, e subito gli scappa la mano sulla pistola.
Francesco Defferrari
Al governo infatti non vogliono che il pubblico si interroghi sulla condizione di questo paese guardando film e opere teatrali che possono far riflettere o, peggio ancora, trasmissioni di approfondimento dove lavorano veri giornalisti, cioè quelli non pagati dal capo.
Sentono la parola cultura, e subito gli scappa la mano sulla pistola.
Francesco Defferrari
Ordina libri, cd, dvd su Ibs e sostieni il sito
| < Prec. | Successivo > |
|---|



































Commenti