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Home Resistenza civile Rifiuto della realtà

Rifiuto della realtà

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Piazza del Popolo a Roma il 3 ottobre
Il 3 ottobre in Piazza del Popolo a Roma 300.000 persone hanno manifestato per la libertà di stampa. Una parte di italiani che è preoccupata dalla sempre più minacciosa deriva autoritaria di questo governo, presieduto da un premier che non vuole si parli in televisione dei suoi molti lati oscuri, impegnato ad emanare leggi come il ritorno al nucleare, il decreto sicurezza, la distruzione della scuola, i respingimenti dei profughi e altre cose poco edificanti
Tutti provvedimenti che se fossero spiegati davvero ai cittadini sarebbero automaticamente impopolari perché sono stupidi, inefficaci e criminali. Anche per questo è importante censurare l'informazione.
Il premier possiede diversi quotidiani, moltissimi riviste e ha l'appoggio di un numero molto rilevante di quotidiani locali. Tanti altri quotidiani hanno spesso sostenuto le sue politiche in passato. Berlusconi ha anche tanti fan che lo venerano, un elemento di culto della personalità di tipo stalinista che non è salutare in una democrazia. Secondo i suoi fan la maggioranza dei quotidiani italiani sarebbe allineato con l'opposizione, un'idea oggettivamente falsa.
Secondo i suoi fan non c'è niente di strano nel conflitto di interessi o nel controllo che il premier esercita sulle televisioni italiane. Gli elettori di Berlusconi non vogliono essere cittadini come lo sono quelli di altri paesi occidentali, dove un'informazione libera e critica è un valore per tutti, perché se un politico non rispetta le sue promesse elettorali o si comporta in modo inappropriato, deve essere sfiduciato dai suoi stessi elettori. Che dovrebbero essere in grado di valutare le notizie che lo riguardano senza pensare automaticamente che chi le riferisce abbia qualche oscuro fine. Ma pare che molti fan di Silvio vogliano essere sudditi inconsapevoli, credere fideisticamente che quello che fa il capo sia sempre giusto, che chiunque lo contesti o lo critichi sia in malafede, stia addirittura preparando il colpo di stato.
Ma in realtà è molto difficile che Silvio possa essere sfiduciato da un'opposizione parlamentare inesistente e da una maggioranza di governo militarmente inquadrata. Le tante persone che sono scese in piazza per difendere la libertà di stampa e i molti altri che idealmente erano con loro vogliono semplicemente la sopravvivenza della possibilità di critica in questo paese. Poter dire la verità, criticare, anche contestare chi è al potere dovrebbe essere un diritto di tutti, oltre che un elemento fondante della democrazia. Dovrebbe essere possibile farlo senza essere accusati di "avere un progetto eversivo", "costruire un complotto", "essere dei farabutti" o sentire un ministro che augura all'opposizione di "andare a morire ammazzata". Ma la violenza montante di Berlusconi e dei suoi seguaci rivela tutta la fragilità e la paura di un capo di governo che è soltanto illusione, menzogna, inganno. La verità ha mostrato al mondo intero il piccolo uomo che è davvero. Il Re è nudo e metà del popolo ride di lui. L'altra metà se la prende con quelli che ridono e rifiuta di voltarsi a guardarlo, incapace di affrontare la realtà
 
Francesco Defferrari 
 
  

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Ultimo aggiornamento Domenica 04 Ottobre 2009 17:17  
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