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Home Libertà di stampa Giornalismo: la protesta europea

Giornalismo: la protesta europea

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standupforjournalism“Stand up for Journalism”: sarà con queste parole che prenderà il via domani, 5 novembre, in tutta Europa una giornata di manifestazione a favore della libertà di stampa e del ruolo dei giornalisti. Perché il problema della libertà di informazione non è un caso solo italiano (dove fare vera informazione senza censure è sempre più difficile), ma è un problema internazionale.


Così anche quest’anno la Federazione europea dei giornalisti, FEJ, invita a protestare contro il declino delle norme di qualità del giornalismo in Europa e per il miglioramento delle loro condizioni di lavoro. Domani (in alcuni Paesi l’evento slitterà nei prossimi giorni) i giornalisti scenderanno in piazza per rivendicare la difesa della libera stampa e del ruolo dei giornalisti. La campagna è sostenuta anche dalla Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi) che ha deciso di promuovere, sempre domani, a Roma una giornata di dibattito sul tema “L’informazione è libertà – giornata europea per la dignità del giornalismo e delle funzioni di garanzia democratica”.
Ad un anno dall'inizio della grave crisi finanziaria globale che ha duramente colpito i lavoratori dei media attraverso ristrutturazioni e licenziamenti di massa, si prospetta un futuro nero nel mondo del giornalismo e dei media. Nella sua ultima riunione annuale, l’EFJ ha adottato la dichiarazione di Varna, “Journalism at the Vanguard of Change”, che prevede una campagna continentale per rilanciare gli impegni ai valori del servizio pubblico e della qualità del giornalismo e per mettere in rilievo l’importanza di una società fondata sui valori del dialogo e della libertà di informazione.

Questa manifestazione, promossa anche dalla Federazione internazionale dei giornalisti (IFJ), ha l’obiettivo di protestare contro la crisi drammatica affrontata oggi dai giornalisti che soffrono continuamente il problema della commercializzazione dell’informazione, le pressioni politiche, le condizioni di lavoro sempre più precarie e attacchi violenti in tutto il mondo.
La situazione è forse ancora peggiore in Italia dove, come nel resto del mondo, la grave crisi finanziaria globale ha interessato anche il mondo dei media causando il calo della diffusione dei giornali, quindi la riduzione degli introiti pubblicitari e la contrazione degli organici redazionali. Da qui i licenziamenti dei giornalisti, approfittando spesso anche della forza lavoro a costo zero offerta dagli stagisti desiderosi di imparare. Nel nostro Paese, però, l’incognita sull’informazione è ancora più forte in seguito ai continui attacchi che la politica rivolge a chi fa informazione in modo libero, senza censure. Così la manifestazione di domani sarà a solo un mese di distanza da quella del 3 ottobre per la libertà di stampa in Italia.
Perché scendere in piazza e protestare contro le censure della stampa non significa difendere solo i diritti dei giornalisti. Significa manifestare per i fondamentali diritti umani. Una protesta che vuole essere un appello anche agli altri lavoratori, alla società civile, a non arrendersi.

Il sito della Federazione internazionale dei giornalisti
Il sito della Federazione Europea dei giornalisti
Il sito di Stand up for journalism

Marianna Lepore

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Novembre 2009 19:16  
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