Offline

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Home Libertà di stampa Una donna alla guida del New York Times

Una donna alla guida del New York Times

E-mail Stampa
Valutazione attuale: / 12
ScarsoOttimo 

JillAbramsonIn Italia, dove le donne sono ancora viste spesso come un’eccezione negli ambienti di lavoro (anche in quello giornalistico) questa è una vera e propria notizia: Jill Abramson è stata nominata dall’editore Arthur Sulzberger Jr. nuova direttrice del New York Times. Così per la prima volta in 160 anni lo storico quotidiano si affiderà all’intuito e alla competenza femminile.

La Abramson ha dichiarato che questa nomina è per lei “un onore” e ha spiegato che il suo legame con il Times è nato quando era solo una ragazzina e a casa sua quel quotidiano “era una religione: se lo diceva il Times, era verità assoluta”. Sembra che in tempi di crisi per i quotidiani, oggi costretti a una competizione sempre più difficile con l’informazione online, molti grandi giornali si stiano affidando a direttori donna: è già successo a Le Monde con Sylvie Kauffmann e a Tina Brown con Newsweek, solo per citarne alcuni.
Il 6 settembre la Abramson succederà ufficialmente a Bill Keller, attuale direttore, che passa a scrivere per il New York Times Magazine e per la sezione editoriali dell’edizione domenicale.
La vera sorpresa non è tanto che a dirigere il prestigioso quotidiano arrivi ora una donna (almeno non lo è negli Stati Uniti), ma piuttosto che Keller perda la sua poltrona. Era, infatti, considerato da tutti ben saldo al comando: il suo contratto prevedeva altri 3 anni di direzione e dalla sua aveva il merito di aver ridotto i costi e aver collezionato scoop e premi Pulitzer.
Cinquantasette anni, una laurea a Harvard in Storia e letteratura, una carriera che l’ha vista passare dal Time al Wall Street Journal fino al New York Times, madre di due figli oggi grandi, Jill Abramson rappresenta un punto di rottura anche con la tradizione che vede i direttori del giornale provenire dalle redazioni estere o newyorkese del Times.
Quando nel 2003 venne richiamata da Keller a New York per diventare vicedirettore, in un momento molto difficile per la testata in seguito agli articoli contraffatti di Jayson Blair, la prima mossa della Anderson (che oggi tutti i quotidiani raccontano) fu correre a farsi fare un tatuaggio sulla spalla destra: “la copia esatta di un gettone della metropolitana newyorchese”.
La sua grande sfida sarà riuscire a contenere l’emorragia di lettori verso i quotidiani online e in una delle sue prime interviste dopo la nomina ha dichiarato che cercherà di integrare di più l’informazione online con quella cartacea, che cercherà di evitare la fuga dei talenti migliori dal quotidiano e farà di NYTimes.com molto più che una semplice comunità online.
Era il 1904 quando per la prima volta una donna giornalista, Mary Taft, venne assunta dal New York Times. Aveva dovuto lottare duramente per ottenere quel contratto e negli anni seguenti avrebbe dovuto affrontare le difficoltà di lavorare in un mondo esclusivamente maschile. Anche grazie a Mary Taft oggi Jill Abramson siede su una delle poltrone più ambite da tutti i giornalisti del mondo. Ce l’ha fatta da sola, senza l’appoggio di un marito o di un compagno di potere. E la sua vittoria è un po’ quella di tutte le altre donne che ogni giorno sono alle prese con le discriminazioni sul posto di lavoro.

Marianna Lepore

 
Ordina libri, cd, dvd su Ibs e sostieni il sito

Commenti

Please login to post comments or replies.
Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Giugno 2011 17:04  
Aggiungi il sito ai tuoi preferitiAggiungi pagina ai tuoi preferitiScegli come HomepageStampa questa paginaCondividi questa paginaSalva in PDFInvia questa pagina via mail

Vale la pena vivere

Registrati

Registrati per proporre temi, articoli e link al sito

Che ne pensate

Journalist Blogs - BlogCatalog Blog Directory

Chi è online

 26 visitatori e 1 utente online

Italian - ItalyEnglish (United Kingdom)