Mancano poche ore alla nuova puntata del programma di Santoro, ma già si è scritto tutto. Come se fosse andata in onda. Perché stasera ci sarà un ospite importante: la escort più famosa d’Italia, Patrizia D’Addario. Non si sa ancora se in studio o in collegamento, ma si sa già che le previsioni sono per un audience pari a una finale di campionato del mondo di calcio.
Guardare dallo spioncino è qualcosa che attira sempre il pubblico italiano e la D’Addario con le sue rivelazioni ha permesso ad un popolo intero di vedere in modo diverso il presidente del Consiglio.
Così la puntata attira soprattutto per quello che potrà dire questa donna.
Marco Travaglio, che sarà tra gli ospiti in studio, visto che la vicenda sul suo contratto non è stata ancora risolta, dice ad Affariitaliani.it: «Cosa chiederei alla D'Addario? Qualche particolare in più su queste proposte di candidature nelle elezioni europee dopo il passaggio nel lettone di Putin. È questo che trasforma una vicenda privata in una pubblica. Come è stato possibile che finisse in lista? Chi l'ha contattata? Com'è che una prostituta entra nelle liste per le comunali e sta per entrare in quelle per le europee? ».
Una delle poche cose certe è che tra gli ospiti non ci dovrebbe essere nessun esponente del Pdl. Sembra che ordini della dirigenza abbiano vietato a tutti di accettare l’invito. Una scelta che è stata criticata anche da Maurizio Belpietro, direttore di “Libero”, secondo il quale «non partecipare vorrebbe dire mandare in onda il pensiero unico di una sinistra faziosa e forcaiola, senza contraddittorio o repliche».
La presenza di esponenti del popolo delle libertà, in effetti, sarebbe stata strana, perché come si fa a dire che sono tutte falsità vicende che sono state addirittura registrate? Così alla destra non resta che andare all’attacco. Primo fra tutti è stato Berlusconi che ha commentato la puntata di “Parla con me”, condotta da Serena Dandini, nel mirino per la parodia dei bagni di palazzo Grazioli. “Lunga vita alla Dandini e a Santoro che non fanno altro che portare voti al centrodestra”, avrebbe commentato il Presidente.
Nel primo pomeriggio Paolo Romani, sottosegretario alle Comunicazioni, è stato convocato dalla commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai presieduta da Sergio Zavoli per chiarire quali sono le intenzioni del governo nei confronti di alcune trasmissioni della tv di Stato. Un incontro che anticipa quello previsto per l’8 ottobre, quando si incontreranno il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, il sottosegretario Paolo Romani, il direttore generale Mauro Masi e il presidente della Rai, Paolo Garimberti, per acquisire “ai massimi livelli informazioni su ‘Annozero’ ed eventuali altri programmi rispetto alla verifica che intendiamo fare sull’adeguato rispetto del contratto di servizio in materia di libertà, obiettività e pluralismo”.
E si scatena la bufera contro la Rai. Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, sollecita i vertici Rai ad una riflessione sulla programmazione, affinché venga posto fine a quella che a suo giudizio è faziosità ripetuta a senso unico contro il Governo.
Fa poi seguire un elenco di trasmissioni che giudica faziose: “A parte Porta a porta, che è fondamentalmente neutrale, esistono in Rai -prosegue Cicchitto- una serie di talk show e di cosiddetta satira politica - L'Infedele, Ballarò, Parla con me, Annozero, Report, Che tempo che fa, In 1/2h - tutti orientati politicamente a sinistra".
La Rai, quindi, avrebbe un’emorragia di ascolti perché non sarebbe più in grado di interpretare le idee degli italiani. Anche se questo concetto non sembrerebbe in linea con gli alti ascolti che un programma come quello di Santoro riesce a fare.
Le parole di Cicchitto non sono passate in silenzio. Roberto Cuillo, dalla direzione del Pd, ha scritto che è cominciata la liquidazione del servizio pubblico e che la lettera del presidente dei deputati Pdl “con una nuova lista di proscrizione di trasmissioni sgradite, apre la strada a un vero tentativo di mettere il bavaglio al pluralismo televisivo in Rai”. Un fatto gravissimo, conclude, che non si era mai verificato prima.
Ma non è solo la politica a cercare di mettere un freno alla puntata di Annozero. Perché anche Giampaolo Tarantini, l’imprenditore pugliese accusato (tra le altre cose) di favoreggiamento della prostituzione per aver reclutato ragazze da portare alle feste di Silvio Berlusconi – invia una diffida ai vertici Rai e agli organi competenti “perché prendano provvedimenti riguardo alla trasmissione del 24 settembre scorso e perché nella nuova trasmissione non vengano tenuti ulteriori comportamenti antigiuridici, in alcuni casi anche penalmente rilevanti”.
L’unico che in questo momento è rimasto in silenzio, è proprio il Cavaliere. Ma la decisione di non fare più dichiarazioni sull’argomento potrebbe essere giustificata dalla paura di essere indebolito da nuovi attacchi. Perché in vista c’è la sentenza della Consulta sul lodo-Alfano prevista per la prossima settimana e allora è il caso di mettere da parte le forze per più dure battaglie.
Marianna Lepore
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