Il 1989 è stato un anno di grandi speranze, ma vent'anni dopo la maggior parte di quelle speranze sono andate in gran parte deluse. Il mondo prima della caduta del muro di Berlino era il mondo della "guerra fredda", diviso in due blocchi che combattevano una battaglia ideologica, economica e politica basata sull'equilibrio del terrore delle bombe atomiche. Ma perlomeno la contrapposizione costringeva le due parti a competere sul piano morale.
La Russia e i paesi comunisti sostenevano di essere i difensori degli oppressi, anche se in realtà sotto molti aspetti opprimevano i loro cittadini. Eppure all'estero perseguivano davvero una politica anti imperialista che contrastava gli interessi delle grandi multinazionali, e appoggiavano tutti i movimenti di liberazione che chiedevano cambiamenti sociali e politici. L'America e i paesi capitalisti invece sostenevano di essere i difensori della libertà, e si opponevano, almeno sulla carta, a tutti i governi non democratici. Ovviamente questo era quello che diceva la propaganda dei due blocchi: nella realtà il cinico calcolo politico ed economico aveva spesso il sopravvento sugli ideali. Ma dopo la caduta del muro purtroppo le cose invece di migliorare sono peggiorate. Gli ex paesi comunisti, Cina e Russia in primo luogo, sono diventati capitalisti eliminando ogni traccia di giustizia sociale al loro interno, con il vantaggio di un pò di libertà, ma soltanto per i fortunati cittadini che sono riusciti a prosperare nel nuovo sistema economico.
All'estero però sono diventati i principali sostenitori delle peggiori dittature del mondo, in funzione anti-americana. Oggi stati che reprimono la propria popolazione, anche in maniera feroce, come l'Iran, la Corea del Nord e la Birmania, restano in piedi grazie all'appoggio di queste due potenze. Che d'altra parte al loro interno hanno in pratica sempre ostacolato con la forza l'opposizione politica, la stampa libera e i diritti delle minoranze. Ci sono poi molti altri stati meno violenti ma comunque praticamente privi di democrazia, come la Bielorussia, la Siria, lo Sri Lanka, il Vietnam e molti altri, con regimi politici opprimenti e stantii, che rimangono in piedi sempre grazie all'appoggio cinese e russo. Insomma la caduta del comunismo non ha portato questi grandi progressi in campo civile e politico. Molti paesi ex comunisti sono ancora di fatto delle dittature come lo erano prima, e solo alcuni, soprattutto nell'Europa dell'Est, hanno iniziato un vero cammino verso la democrazia, ma pagando un prezzo molto alto in termini di miseria, disoccupazione, diffusione di criminalità, droghe e prostituzione.
Nel campo occidentale invece se prima si sostenevano dittature sanguinarie con la scusa che erano anti-comuniste, oggi forse la sincerità democratica è leggermente migliorata, ma lo strapotere delle multinazionali, che ora possono depredare liberamente il mondo intero, è cresciuto in maniera esponenziale. E le multinazionali continuano a fare quello che facevano anche prima, sostenere governi corrotti e antidemocratici per ricavarne vantaggi economici, con più impunità di prima, visto che adesso non esiste più una forte ideologia comunista che le contrasti. Insomma in questi vent'anni dopo il 1989 non sembra che la democrazia reale per i cittadini del mondo sia cresciuta granché. E certamente non è aumentata l'uguaglianza.
Oltretutto le religioni monoteiste, prima marginalizzate dallo scontro ideologico tra capitalismo e comunismo, hanno riguadagnato un ruolo centrale che avevano perduto, per validissimi motivi, da un paio di secoli.
E vedere riproporre al giorno d'oggi uno scontro religioso tra opposti fanatismi, preso di peso dal medioevo, come quello tra islam e cristianesimo fa veramente rimpiangere la contrapposizione tra capitalismo e comunismo che perlomeno trattava di argomenti economici e sociali.
Ottimisticamente, si potrebbe pensare che anche un altro famoso 89, il 1789 della rivoluzione francese, non aveva portato risultati molto positivi a breve e medio termine: 25 anni di guerre in Europa, concluse con il ritorno al potere dei regimi più clericali, oscurantisti e reazionari. Ma quella rivoluzione ha comunque posto le basi di tutti i progressi moderni: la democrazia, la separazione dei poteri, la laicità, il socialismo, il liberalismo politico ed economico, l'istruzione per tutti e tante altre idee che si sono sviluppate nel corso dell'ottocento, portando lentamente il mondo fuori dal medioevo.
Nonostante tutto, il 1789 era riuscito a diffondere una coscienza politica in vasti strati della popolazione. Forse possiamo sperare che prima o poi le conseguenze del 1989, anche grazie a nuove forme di comunicazione come internet, riescano a diffondere tra i cittadini del mondo la coscienza civile necessaria per trasformare il nostro pianeta in un luogo migliore.
Francesco Defferrari
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