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Home Così va il mondo Londra, Cameron in testa

Londra, Cameron in testa

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DavidCameronMancano solo tre giorni alle elezioni in Gran Bretagna e la sfida tra i candidati è ormai all’ultimo voto. Il conservatore David Cameron sembrerebbe a un passo dal trionfo, almeno secondo gli ultimi sondaggi, ma il margine di incertezza è ancora molto alto. Le differenze tra i tre sfidanti sono minime e quindi una previsione sbagliata anche di un solo punto percentuale, può ribaltare i pronostici. Gli elettori ancora incerti potrebbero essere decisivi per scegliere il prossimo premier.


L’unica vera certezza sarebbe la ritirata dell’attuale premier Gordon Brown. Perché se anche il suo partito, i laburisti, dovessero arrivare secondi, nessuno gli perdonerà questa perdita clamorosa di consensi. Tanto che dentro al partito starebbero già cercando il successore, magari carismatico com’era Blair all’inizio. L’ex premier britannico, alcuni giorni fa, ha provato ad aiutare il suo ex pupillo dichiarando che “Gordon Brown non è stato un fallimento” e che “i laburisti non arriveranno terzi”.
Almeno su questo punto potrebbe aver ragione, stando all’ultimo sondaggio realizzato dall’istituto demoscopico ICM per il quotidiano The Guardian: Cameron sarebbe in testa con il 33 per cento dei voti ma ancora lontano dal convincere la maggioranza degli elettori a stare dalla sua parte. Soprattutto il sondaggio è interessante perché mostra come i laburisti, con Gordon Brown, e i Liberaldemocratici, con il giovane Nick Clegg, siano alla pari al 28 per cento.
Durante le passate elezioni, di questi tempi la vittoria era già praticamente assegnata e desta molto scalpore il fatto che invece oggi ancora nulla è stato deciso. Cameron cerca di anticipare le mosse tanto da firmare “il contratto con gli elettori”: 16 promesse che si è impegnato a mantenere con i cittadini e inviate a due milioni di famiglie nei collegi che potrebbero essere decisivi.
Tutta colpa del liberaldemocratico Nick Clegg, l’inatteso terzo incomodo che ha rubato consensi da una parte e dall’altra, tanto da prospettare i tory come vincenti ma senza maggioranza, obbligati a cedere il governo ad una possibile alleanza tra il Labour e i liberali. Quest’ipotesi permetterebbe di non parlare di catastrofe all’interno del partito di Brown ma Clegg da perfetto terzo incomodo ha già fatto sapere di essere disponibile ad un’alleanza soltanto se sarà lui a fare il primo ministro.
In questi anni di governo Gordon Brown non è riuscito a farsi amare dagli inglesi e nelle ultime settimane, collezionando una gaffe dietro l’altra, ha peggiorato la sua situazione tanto da non convincere gli elettori nemmeno con il dibattito riguardante l’economia, che doveva essere il suo pezzo forte. Ha perso consensi non solo dai suoi elettori ma anche da quei giornali che storicamente hanno sempre appoggiato i laburisti. Tanto che dopo il Guardian anche l’altra storica testata del laburismo britannico, l’Observer, ha invitato ieri i suoi lettori a votare Clegg anziché Brown. Mentre l’autorevole Economist che aveva appoggiato Tony Blair, ha scelto David Cameron perché “è più vicino degli altri a dare la risposta giusta ai problemi del paese”. Il leader dei Tory è scelto “per esclusione” e soprattutto perché il Paese ha bisogno di un cambiamento (quello che permise al Labour di vincere nel 1997) visto che l’attuale governo è stanco, non ha progetti ed è piegato dagli scandali.
Cameron, però, non si fida degli appoggi o dei sondaggi e spaventato dal recupero che Clegg potrebbe avere, rilascia dichiarazioni a tutto campo per non perdere un solo elettore: dalla promessa di garantire pari diritti al popolo gay,  a quella di “non portare mai Londra nell’euro” evitando la fine della Grecia. Sembra che la difesa della sterlina abbia scaldato i cuori, ma potrebbe non essere abbastanza per un Paese che oggi ha un debito pubblico di 170 miliardi di sterline, pari all’undici per cento del prodotto interno lordo.

Marianna Lepore


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Ultimo aggiornamento Martedì 04 Maggio 2010 21:00  
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