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Home Così va il mondo Vent'anni dopo

Vent'anni dopo

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diritti umani
Nel 1989 la caduta del muro di Berlino era sembrata a molti un avvenimento entusiasmante. La fine della guerra fredda, della contrapposizione di due blocchi, delle dittature che avevano compiuto repressioni feroci come a Budapest, a Praga, in Polonia. Ma le speranze di quell'anno si sono scontrate poi con la dura realtà. La Russia e l'Europa dell'Est vennero subito colonizzate dal liberalismo selvaggio nella sua forma più brutale.
Disoccupazione, impoverimento, distruzione dello stato sociale, sfruttamento del lavoro per un tozzo di pane, criminalità dilagante. I nuovi padroni di queste nazioni divennero i capitalisti più privi di scrupoli, morale e controlli che acquistarono, con l'aiuto dei burocrati corrotti dei precedenti regimi, le aziende di stato per quattro soldi portando ben pochi vantaggi alla popolazione generale. Ma l'aspetto più deludente dopo vent'anni dalla caduta del muro di Berlino è lo scarso progresso dei diritti umani nel mondo
La Russia sovietica in politica estera si vantava di agire contro l'imperialismo occidentale, per l'uguaglianza e la giustizia degli uomini. Naturalmente non era del tutto vero, ma perlomeno dopo la morte di Stalin l'Urss ha sostenuto lotte di liberazione nazionale che avevano le loro ragioni, come a Cuba, in Vietnam, anche in Afghanistan. In molti casi la sua esistenza ha permesso a tanti paesi di affrancarsi dal controllo occidentale. Perché bisogna dire che gli Stati Uniti e l'occidente in generale in politica estera hanno un curriculum molto peggiore. Dalla fine della seconda guerra mondiale al 1989 hanno sostenuto i peggiori regimi immaginabili, come in CileArgentinaGreciaGuatemala, NicaraguaCorea del Sud e in moltissimi altri stati. Purché anticomunisti i governi più sanguinari del mondo potevano avere carta bianca dalla Cia e dalla Nato.
Democrazia e diritti umani non contavano assolutamente nulla nella politica pratica dell'occidente. L'Urss non era molto migliore, ma almeno in alcuni casi la sua esistenza serviva a bilanciare gli abusi del neocolonialismo occidentale nel mondo. A volte anche gli abusi del comunismo: il Vietnam alleato dell'Urss intervenne contro il regime genocida di Pol Pot in Cambogia, sostenuto dalla Cina e dagli Stati Uniti in funzione antisovietica. 
Altre volte invece la lotta tra i due blocchi portava solo peggioramenti nella situazione interna di un paese. Questo è accaduto in Afghanistan dove il conflitto ha nutrito, finanziato e allevato due generazioni di fanatici islamici che hanno finito per creare i talibani e Al Qaeda. In Iraq dove prima il blocco sovietivo e poi quello occidentale hanno sostenuto e armato Saddam. In Iran dove gli occidentali nel 1953 fomentarono il complotto contro il governo democratico di Mosaddeq e L'Urss nel 1979 contribuì a far salire al potere la teocrazia islamica, anche se non era quella l'intenzione iniziale. Entrambi i blocchi poi finanziarono sia l'Iran che l'Iraq nella guerra tra le due nazioni, sperando inutilmente di indebolire sia Saddam che Khomeini.
La caduta del muro di Berlino aveva alimentato la speranza che gli stati occidentali avrebbero smesso di sostenere le varie dittature in chiave anticomunista e la fine del comunismo avrebbe portato la democrazia in molti paesi. Ma purtroppo le cose non sono andate così bene. La Russia moderna, che non ha fatto grandi progressi in materia di democrazia rispetto all'Urss, ora sostiene per fini economici o di spregiudicato realismo politico governi sanguinari come l'Iran e paesi completamente antidemocratici come la Biellorussia e la Siria. Non è meglio la Cina, che in passato ha sostenuto governi abominevoli come la Cambogia di Pol Pot e ora in pratica mantiene in piedi le dittature in Birmania e Corea del Nord. 
Il cammino dei diritti umani nel mondo è ancora molto lungo e gli avvenimenti recenti, come il pretesto di "portare la democrazia" usato da Bush per controllare il petrolio in Iraq, non giustificano molte speranze per il futuro. Ma la verità è che nessuno stato o blocco ha mai agito per la democrazia, la libertà o la giustizia, ma solo per fini politici ed economici che hanno spesso calpestato i diritti umani. L'unica forza che può contrastare questi abusi è l'opinione pubblica mondiale, soprattutto oggi che le persone hanno la possibilità di informarsi fuori dal controllo dei governi, scavalcare la repressione e la censura, come dimostra il caso dell'Iran, e sperare in un mondo migliore nei prossimi vent'anni. 
 
Francesco Defferrari 
 
  
    

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Ultimo aggiornamento Domenica 20 Settembre 2009 18:39  
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