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Uccidere donne e bambini

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Una donna con il figlio in AfghanistanIn Afghanistan l'ennesimo bombardamento aereo della Nato ha provocato l'ennesima strage di civili: almeno 27 morti tra cui donne e bambini. Non è la prima volta che succede e non sarà nemmeno l'ultima, fino a quando continuerà quest'assurda guerra senza motivazioni né vincitori. Civili che vengono uccisi anche in nostro nome, su nostro mandato, perché l'Italia fa parte della Nato e partecipa alla cosiddetta "missione di pace". 

Non c'è ovviamente nulla di pacifico nell'uccidere donne e bambini. Nulla di umano, nulla di razionale e utile. Qualcuno inizia a capirlo, in Europa: il governo olandese è appena caduto perché la sinistra si è opposta a proseguire la missione Nato in Afghanistan. In Italia invece il governo Prodi aveva deciso di proseguirla.
Questa volta per quanto riguarda i civili morti è andata abbastanza bene, ne hanno ucciso pochi, anche se altri 12, tra cui 6 bambini, erano stati uccisi pochi giorni fa. Nel settembre 2009 una bomba della Nato aveva ucciso 142 civili. A maggio un'altro centinaio. Nell'agosto 2008, 60 bambini. A luglio, 50 civili che partecipavano a un matrimonio. E questi sono stati soltanto gli episodi più eclatanti, quelli che hanno avuto l'onore di ben 5 secondi letti rapidamente al telegiornale. Niente immagini, perché è brutto per la nostra "missione di pace" di bravi occidentali far vedere i corpi dei bambini dilaniati dalle bombe. E infatti, nell'era di internet e dell'informazione, queste immagini non si vedono e così nessuno capisce la realtà della guerra. Ogni volta, la Nato chiede scusa. Ma le scuse servono soltanto quando si commette un errore rimediabile. Quando si uccidono spesso civili innocenti le scuse sembrano soltanto ipocrite e offensive. 
Ma in Occidente pochi se ne curano. In Italia si parla semmai dei nostri soldati caduti, che comunque vengono rapidamente dimenticati. Dei civili afghani invece non se ne parla mai, perché valgono meno di niente. E infatti quando qualche ragazzino afghano in fuga dalla guerra attraversa mezzo mondo per arrivare alle nostre frontiere, viene respinto indietro, quando non muore cercando di attraversarle. 
L'intervento in Afghanistan nel 2001 aveva una motivazione apparentemente sensata, far cadere il sanguinario governo dei talebani, uno dei più opprimenti al mondo, responsabile inoltre di aver fornito asilo a Osama Bin Laden. Nove anni dopo sembra davvero sensa senso continuare una guerriglia infinita con i talebani in un paese immenso dove il governo filo occidentale non riuscirà mai a controllare efficacemente il territorio, non importa quante donne e quanti bambini la Nato uccida "per sbaglio". Per dare al governo afghano una possibilità di durare senza il sostegno delle armi occidentali infatti bisognerebbe fare molte cose che hanno più a che fare con la pace che con la guerra. 
Modernizzare un paese che è ancora privo di una ferrovia, ad esempio. Spezzare il potere dei signori della guerra, i feudatari locali che si sono sempre arricchiti col traffico di droga e negli ultimi trent'anni hanno cambiato tutte le possibili bandiere: con i sovietici, contro i sovietici, con i talebani, contro i talebani, contro gli americani, con gli americani e via discorrendo. In un paese del genere bisognerebbe capire che pensare di ottenere con la forza il controllo stabile della nazione è impossibile, e infatti l'attuale governo afghano in pratica ha potere soltanto nella capitale e in poche altre zone. 
Molti sostengono che le risorse naturali del paese siano il vero motivo della guerra della Nato. L'Afghanistan infatti ha riserve non sfruttate per almeno 300 miliardi di euro di gas naturale, 300 miliardi di euro di petrolio e altri miliardi in oro, rame, uranio, carbone e ferro. La Nato però in nove anni ha speso già 500 miliardi di dollari per la guerra, cioè quasi quanto le ricchezze che potrebbe ottenere e ben 50 volte il PIL afghano. Quindi è semplicistico pensare che la guerra continui soltanto per impadronirsi delle risorse del paese. E' più che altro un insieme di motivazioni: gli interessi delle industrie del petrolio e del gas, gli interessi delle industrie delle armi, l'interesse dei politici occidentali nel mostrare ai loro elettori che stanno combattendo il terrorismo. Perché la guerra, una volta iniziata, in pratica si alimenta da sola.
Intanto donne e bambini muoiono uccisi dalle bombe. In nove anni da 10 a 15.000 civili sono stati uccisi "per sbaglio" dalla Nato. Altre migliaia sono stati uccisi dai talebani. Ma alla fine non fa una grande differenza sapere di chi è la bomba che ti sta ammazzando. 
Bisogna comunque precisare che le donne e i bambini che in Afghanistan muoiono di fame, freddo o di malattie comuni e curabili sono tuttora molti di più di quelli che muoiono per le bombe. Gli aiuti occidentali infatti finora sono stati solo un trentesimo delle spese militari della Nato, e l'Afghanistan resta uno dei paesi più poveri del mondo. I grandi risultati della nostra "missione di pace". 

Francesco Defferrari

 
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Ultimo aggiornamento Martedì 23 Febbraio 2010 10:49  
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