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L'Italia del futuro in mostra a Torino

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OfficineGrandiRiparazioniTorinoUna mostra che prova a raccontare cosa sarà l’Italia tra qualche anno: è “Stazione Futuro. Qui si rifà l’Italia”, l’esposizione in corso a Torino fino al 20 novembre presso le Officine Grandi Riparazioni. Una mostra che cerca di capire come le innovazioni influiranno nella Penisola nel 2020 e che racconta un’Italia di cui spesso non si parla. A prima vista potrebbe sembrare un’autocelebrazione per i 150 anni dell’Unità, ma i progetti di cui si parla sono già in corso anche se spesso non si raccontano.

Per capire come sarà il nostro Paese tra dieci anni, Riccardo Luna, curatore della mostra e direttore di Wired Italia, è partito dai risultati di un’indagine realizzata appositamente dal Censis. Una grande ricerca, il Rapporto Italia 2020, sul nostro futuro prossimo che accoglie i visitatori all’ingresso delle Officine Grandi Riparazioni sotto forma di un’istallazione interattiva. Un Paese che gli italiani vedono più aperto al mondo (75%), con più turisti (83,9%) e stranieri (85,9%), più solidale (54,6%) e con più energie alternative (84,9%), un Paese a cui, però, guardano con preoccupazione. Un’Italia 2020  che non vuole essere un disegno immaginario verso cui muoversi, ma un futuro che diventa presente grazie al comportamento dei singoli cittadini.
Si parte da internet, anzi da banda larga e wireless considerati da tutti una priorità anche perché, grazie a una migliore diffusione dei collegamenti, il web può diventare una piattaforma straordinaria per creare nuova occupazione. Nel 2020 si calcola che nel mondo ci saranno 4 miliardi di utenti di internet. Saremo tutti connessi anche in Italia? Difficile dirlo perché nel nostro Paese bisognerà superare problemi infrastrutturali e culturali, come ad esempio la differenza di accesso alla rete internet a seconda del sesso. Questa banda larga di cui si parla potrebbe quasi sembrare fantascienza eppure i dati dimostrano che nel giro di alcuni anni non solo piccoli centri ma anche grandi città saranno completamente cablate.
Dopo questo primo impatto con la mostra, il visitatore può decidere autonomamente come muoversi all’interno dell’officina-laboratorio: lo spazio è aperto e ognuno sceglie come impegnarlo. C’è l’area tematica dedicata all’ora solare perché l’obiettivo per il 2020 è portare al 20 per cento la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili e, pur essendo in ritardo sul traguardo, il nostro Paese ha registrato importanti brevetti che fanno ben sperare. Si passa poi per la sezione Vivere Senza Petrolio: dopo averne parlato per anni finalmente abbiamo iniziato a realizzare la plastica senza usare derivati dal petrolio, grazie alle bioplastiche. Spazio poi alle tecnologie che ci aiuteranno a monitorare il nostro ambiente e alla sezione, confessiamolo a prima vista piuttosto inquietante, del “Dimmi cosa mangi”, in cui per risolvere il problema di un pianeta sempre più affamato si prendono in considerazione varie ipotesi come quella di introdurre gli insetti nella nostra dieta. Anche perché a volte senza saperlo alcune dosi di insetti sono nei piatti che mangiamo e l’entomofagia è solo un tabù culturale. StazioneFuturoOGR
Ma in periodi in cui in Italia non solo Napoli, caso più eclatante, ma molti altri comuni lottano quotidianamente con il problema dello smaltimento rifiuti, è proprio la sezione Rifiuti Zero ad attirare l’attenzione. Perché produrre meno immondizia e riciclarla quasi tutta è possibile. Solo in questo modo potremo eliminare quel chilo e mezzo di rifiuti che ognuno di noi produce ogni giorno. Bisogna quindi trasformare i rifiuti in opportunità e soprattutto riprogettare il ciclo delle risorse in modo da riutilizzare quasi tutto. Quattordici piccoli comuni ci stanno già provando: il caso più virtuoso è quello di Ponte Nelle Alpi, dove oltre alla raccolta porta a porta sono previsti corsi di educazione ambientale e incentivi per le famiglie. Passando poi per la sezione Veloci, liberi e puliti in cui si parla dell’auto elettrica e addirittura della macchina senza pilota, si arriva a La Dolce Vita, l’area dedicata alle sfide della medicina che dovrebbero farci vivere fino a 100 anni in buone condizioni di salute grazie a diagnostiche sempre più precoci, a visite mediche senza muoversi da casa e a riproduzioni di ossa, tessuti e organi. Ma la sezione che interesserà certamente di più i giovani è Crearsi un Lavoro: perché se le tecnologie ci hanno in parte sostituito, proprio grazie a loro e alla nostra iniziativa possiamo creare il nostro lavoro. Basta iniziativa, una buona idea di partenza e un po’ di talento: molti progetti nascono così e qui si raccontano 12 idee vincenti.
L’Italia che progetta è quella che si trova anche nelle altre due sezioni, Case ricaricabili per tutti e La Terza Pelle in cui in settori diversi (quello dell’edilizia abbinato alle energie rinnovabili e quello delle nanotecnologie) si mostrano i tanti progetti in cui, ancora una volta e spesso in silenzio, l’Italia è protagonista. Così come nel settore aerospaziale, dove il nostro Paese gioca un ruolo importante anche se troppo spesso taciuto.
Stazione Futuro è la mostra che racconta l’Italia degli anni a venire e che lascia allo spettatore qualche speranza su questo Paese troppo spesso riassunto in maniera sommaria. “Il genere umano possiede in sé risorse inesauribili” diceva Edgar Morin. Anche il nostro Paese. Basta cercarle e non lasciarle passare in silenzio.

Marianna Lepore

 
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Last Updated on Thursday, 26 May 2011 09:09  
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