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TFF: al via tra le polemiche, ma i film le vere star

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TorinoFilmFestival2011Lo scorso venerdì 25 novembre si è aperto il sipario sulla 29esima edizione del Torino Film Festival la terza diretta da Gianni Amelio. Un’inaugurazione movimentata, dalla protesta dei precari al giallo sulla consegna del “Gran Premio Torino” al regista finlandese Aki Kaurismäki: fatti che hanno tenuto banco per tutta la seconda giornata dell’evento, oscurando i film che, invece, spulciando il programma, hanno tutte le carte in regole per essere la vera sorpresa del Festival.

Red carpet tra le proteste
Ma procediamo con ordine: venerdì sera, in Piazza Castello, oltre ai flash dei fotografi, le star che si apprestavano a percorrere il red carpet per entrare al Teatro Regio, location della cerimonia di inaugurazione, sono state accolte da striscioni e volantini. Precari, studenti, sindacati di base, lavoratori della cultura e alcuni rappresentanti  No Tav si sono dati appuntamento per far sì che i riflettori puntassero anche sulla loro protesta, come già accaduto lo scorso anno. Tra le dive più sensibili, Charlotte Rampling che, ascoltando le ragioni dei manifestanti ha detto loro «Coraggio», Valeria Solarino, Valeria Golino, Laura Morante e Carolina Crescentini.

Kaurismaki snobba la Cruz
La protesta è subito stata sopita dalla polemica gossippara: la cerimonia di inaugurazione, secondo programma, prevedeva la consegna del “Gran Premio Torino” a Kaurismäki da parte di Penelope Cruz. Ma il regista ha disertato la cerimonia, salvo riapparire ieri mattina in conferenza stampa. La defezione di Kaurismaki, che ha una storica avversione per l’aspetto glamour del cinema, sarebbe stata causata proprio dalla presenza dell’attrice spagnola. E il regista non he ha fatto un mistero ieri mattina in conferenza stampa, dichiarando: «Si può essere una buona attrice o una buona mannequin, ma non tutte e due». Alla replica diplomatica di Amelio, sulle indiscutibili qualità artistiche della Cruz attrice, è seguita la risposta al vetriolo del regista Sergio Castellitto, che l’ha diretta prima in “Non ti muovere” e, in questi giorni, nel suo ultimo film, “Venuto al mondo”, di cui alcune scene sono state girate proprio a Torino. «Penelope Cruz è troppo bassa per essere una mannequin ma abbastanza alta per essere una grande attrice» ha detto Castellitto, lanciando poi una velenosa frecciatina al regista finlandese che, in conferenza stampa si era presentato con una birra: «Vorrei anche ricordare a Kaurimaski che è tipico delle migliori mannequin restare in albergo ubriache e non ritirare un premio».

Spazio ai film, vera sorpresa del Festival!
Fatte decantare le polemiche, spazio ai film, con un programma ricchissimo, che potrebbe riservare le più interessanti sorprese, proprio nelle pellicole dei registi meno conosciuti.

Moneyball – L’arte di vincere
Ad aprire, però, sono stati i grandi nomi: L’arte di vincere (Moneyball) di Bennett Miller, interpretato da Brad Pitt e Philip Seymour Hoffman. Un film, che uscirà nelle sale italiane a gennaio, tra commedia e epica, fatto di caratteri contrastanti, di ideali spezzati e inseguiti, di malinconie ed entusiasmi, di sconfitte e vittorie. Seconda pellicola di Bennett Miller, newyorkese, che con Truman Capote – A sangue freddo (2005) si è guadagnato la nomination all’Oscar, il film è basato sul libro di Michael M. Lewis, Moneyball: The Art of Winning an Unfair Game. L’arte di vincere racconta la vera storia di Billy Beane, general manager della Oakland Athletics, che nonostante un budget bassissimo, riuscì a costruire una squadra di baseball di successo e fu imitato da tutte le altre squadre, grazie all’incontro con Peter Brand, un paffuto nerd neolaureato a Yale che applicava i suoi complessi calcoli matematici al sistema del gioco e dell’ingaggio.

17 filles e Win Win
Il festival ieri è entrato nel vivo con i primi due film in concorso: 17 filles (17 ragazze) delle sorelle francesi Delphine e Muriel Coulin, la storia ispirata a fatti veri accaduti nel 2008 di 17 amiche che decidono di restare incinte nello stesso tempo; e la commedia amara Win Win (Mosse vincenti) di Thomas McCarthy con Paul Giamatti nei panni di Mike, mediocre avvocato che si ritrova a gestire un anziano malato di Alzheimer. «Rispetto ad altri miei personaggi interpretare Mike è stata una sfida – ha dichiarato Giamatti – E’ abbastanza complicato rappresentare un uomo che in generale è felice della sua vita e tutto sommato è una brava persona. Bisogna trovare il modo giusto per dargli spessore ».
Torna la sezione “Festa Mobile”
Anche quest’anno il TFF prevede “Festa Mobile”, la sezione “mista” del Festival, che propone generi diversi, italiani e internazionali e si divide in Figure nel paesaggio (film di finzione) e Paesaggio con figure (film concentrati sulla presa diretta della realtà).
In Figure nel paesaggio, tra i film presentati ieri, da segnalare la commedia provocante e provocatoria di Peter Huyck e Alex Gregory, autori del “David Letterman Show”, A Good Old Fashioned Orgy dove un gruppo di vecchi amici si trova a organizzare una festa indimenticabile, forse l’ultima.
All'interno di Paesaggio con figure è stato invece presentato un dittico di artisti che parlano di artisti, Joan Sfar (Dessins) di Mathieu Amalric e Think about wood, think aboaut metal di Manon de Boer. Amalric, uno dei migliori attori francesi, incontra Joan Sfar, uno dei migliori fumettisti francesi. Manon de Boer, cineasta e videoartista olandese che lavora sul rapporto tra spazio, tempo e memoria, incontra Robyn Schulkowsky, straordinaria percussionista che ha lavorato, tra gli altri, con Cage, Stockhausen e  Luigi Nono.

I documentari
In competizione per il Premio per Miglior Documentario Internazionale l'ultimo film di Werner Herzog, Into The Abyss, un viaggio negli abissi dell'animo umano e ritorno attraverso la storia di Michel Perry, condannato a morte, che Herzog incontra pochi giorni prima dell'esecuzione.
Per ITALIANA.DOC, il concorso dedicato ai documentari italiani sono stati presentati El Árbol de las fresas di Simone Rapisarda Casanova, regista italiano, residente in Canada, originale ritratto di una comunità di pescatori cubana, girato poche settimane prima che un urgano spazzasse via il loro villaggio, che sorgeva dove Colombo sbarcò per la prima volta, e Freakbeat del torinese Luca Pastore. Un surreale road-movie emiliano, con Roberto "Freak" Antoni, figura emblematica della controcultura italiana degli anni 70, voce e pensiero degli Skiantos, nella parte del padre e Margherita nella parte della figlia, alla ricerca del Graal del Beat italiano: la registrazione di una leggendaria session fra l'Equipe84 e Jimi Hendrix.
La sezione Onde e la retrospettiva su Altman
E ancora la sezione Onde, dedicata al cinema sperimentale e di ricerca, tra lunghi e cortometraggi e i film della retrospettiva quest’anno dedicata al grande regista statunitense, scomparso nel 2006, Robert Alman.
Vendeur e Attack the Block
Oggi, terzo giorno del Festival, verranno presentati altri 2 film in concorso: Vendeur di Sébastien Pilote, interpretato da un eccezionale Gilbert Sicotte che accompagna il film a Torino e il film d’azione Attack the Block di Joe Cornish. Vendeur è la commovente storia di Michael, vedovo vicino alla pensione che vende auto costretto a confrontarsi con la crisi economica che incombe. Di tutt’altro registro l’adrenalico Attack the Block, dove una gang di teenagers si ritrova ad affrontare l’invasione di mostri alieni nascosti in un palazzo, diventando così degli eroi.

Il sito dell Torino Film Festival

Letizia Cavallaro

 

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Last Updated on Sunday, 27 November 2011 21:27  
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