Il blu e il verde del Cilento

Cilento, spiaggia di Cala Bianca

Sono 180.000 gli ettari di terreno su cui si estende il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, uno tra i parchi nazionali più grandi in Italia. Al suo interno ricadono otto comunità montane e ottanta comuni. Un’area dal forte valore naturalistico dove crescono almeno 1.800 specie di piante, molte di queste rare, tra cui la primula di Palinuro, adottata come simbolo del Parco, e l’orchidea selvaggia di San Giovanni a Piro.

 
Ma le meraviglie del Parco non si fermano qui. Oltre alle tante specie d’animali che vi abitano stabilmente, il Parco conta 400 grotte all’interno dell’area protetta. Tra queste le più importanti sono le Grotte di Pertosa, di Castelcivita e di Camerota. A luglio di quest’anno il ministro Stefania Prestigiacomo ha firmato il decreto che istituisce due nuove riserve marine, sempre nell’area cilentana: una a Punta Licosa, nel Comune di Castellabate, e l’altra da Marina di Camerota a Baia degli Infreschi. 

Il primo passo verso l’istituzione del Parco è nel giugno 1973 quando durante un convegno emerse la necessità e l’urgenza di individuare un’area protetta nel territorio cilentano. Le prime due riserve naturali saranno quelle sul monte Cervati e sul fiume Calore. Poi nel dicembre 1991 si istituì il Parco, ma solo nel 1992 fu delimitato per la prima volta il perimetro dell’area protetta. Molte modifiche portarono a stabilire nel giugno 1995 i confini attuali. Da allora è stata fatta molta strada. Nel 1996 la regione Campania ha istituito 20 tra parchi e riserve, ma la legge regionale non è bastata a evitare le difficoltà di gestione. 

Oggi molti parchi sono sotto commissariamento e sarebbe troppo semplice dire che la colpa della situazione attuale sia dell’amministrazione regionale. Gran parte dei problemi, probabilmente, sono dovuti all’inesperienza del gestire enti così complessi. 
 
Nel giugno del 1997 è arrivato un nuovo riconoscimento per il Parco: è stato inserito tra i siti italiani PatrimonioCilento mondiale dell’Unesco per il modo unitario in cui propone i valori culturali e ambientali presenti sul territorio. Nel frattempo c’è sicuramente un risultato che, nel Cilento, non è in discussione, ed è quello del turismo. Le presenze turistiche si sono quintuplicate da quando è stato istituito il parco.  Lo attestano diversi studi di settore tra cui anche il CTS. Proprio su questi numeri, però, si è aperto più volte il dibattito: se per alcuni l’aumento delle visite è indice di benessere, per altri è indice di una civiltà peggiore. Il Parco, ora, dovrà decidere se puntare su un turismo di massa o se preferire invece un turismo di qualità. La decisione spetterà al nuovo presidente dell’Ente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, l‘avvocato Amilcare Troiano, scelto nel febbraio di quest’anno dal ministero dell’ambiente dopo la votazione favorevole di Camera  e Senato.
 
Il Parco potrà ancora migliorare le sue caratteristiche ma è certo che, per chi voglia godersi dei giorni di mare, sole, natura e cultura continuerà ad essere una meta da non sottovalutare. 
 
Marianna Lepore
Francesco Defferrari
Letizia Cavallaro


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