Un paradiso in vendita

arcipelagoBrioni_invenditaSarà capitato quasi a tutti i turisti in visita sulle coste croate di passare la sera a fantasticare ammirando qualche isolotto, o rudere sulla spiaggia, pensando di investire le proprie piccole fortune per un angolo di paradiso. Ora i sogni potrebbero realizzarsi. Certo non proprio per tutte le tasche, basta avere in banca più o meno 2,5 miliardi di euro.

In tempi di crisi economica mondiale questo non è un prezzo alla portata di tutti, ma i miliardari in giro nel mondo esistono ancora. E la Croazia ha bisogno di puntare su di loro. Secondo il quotidiano inglese “The Independent” (che ha ripreso, ampliandone la diffusione, un articolo de “Il Piccolo” di Trieste) la Croazia ha deciso di mettere in vendita le Isole Brioni, un arcipelago che si trova a circa otto chilometri dalla costa dell’Istria, vicino Pola.
L’arcipelago è composto da 14 isole trasformate, dal 1983, in una riserva naturale integrale. Ma se la notizia fosse vera tutti i vincoli di costruzione potrebbero probabilmente cadere per dare ai nuovi proprietari la possibilità di costruire.
Gli acquirenti potrebbero accontentarsi della sola isola di Brioni Grande, per 1,2 miliardi di euro. Ma se decidessero di lasciarsi andare all’intero arcipelago, alla fine avrebbero anche “la fortuna” di avere Koki, il pappagallo bianco del generale Tito che è arrivato alla ragguardevole età di 52 anni. Il Maresciallo è morto, la Jugoslavia esiste ormai solo sulle vecchie cartine geografiche, ma il pennuto bianco è ancora lì, a godersi il Parco di Brioni.
E non solo, perché l’arcipelago, che tra il 1921 e il 1947 finì sotto la giurisdizione Italiana, ha anche  i resti di alcuni insediamenti romani e alcune impronte fossili di dinosauro.
Se l’unico obiettivo del Governo è quello di far cassa, allora non sorprende che pur di dimenticare un calo degli investimenti stranieri del 42% o un’adesione all’Unione europea che diventa sempre più complicata, Zagabria abbia deciso di mettere in vendita anche altri interessanti “bocconi”. Ad esempio lo Janaf, ossia l’oleodotto che dall’isola di Veglia (Krk) e dal suo terminal a mare nei pressi di Castelmuschio (Omisalj) si inerpica verso la Croazia continentale arrivando a Nord fino al territorio ungherese e a Est fino a quello serbo.  E ancora, società assicurative, ferrovie, società del settore energetico, cantieri navali, fonti di acqua potabile e parte del demanio forestale: il tutto sembrerebbe in vendita per cercare di “far cassa” dopo i molto contestati tagli di stipendi e pensioni degli ultimi tempi.
La notizia sulla vendita di questi paradisi ha fatto presto il giro del mondo e, secondo la radio nazionale ceca, il Presidente Stjepan Mesic avrebbe detto che le Isole Brioni sono un Parco Nazionale e la loro vendita, anche nel caso in cui il Governo decidesse in tal senso, sarebbe poi ostacolata dal Parlamento croato.
A questo punto, forse, non resta che preparare una vacanza sul posto per studiare meglio l’arcipelago e verificare di persona come stanno le cose. D’accordo, magari non avremo 2,5 miliardi di euro subito disponibili, però avremo potuto sognare di avere qualche isola tra le nostre mani.
 
Marianna Lepore


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