Arte e natura, insieme nella Badia di Cava

BadiadiCavadeTirreniL’estate è dietro l’angolo ma in tempi di crisi economica non tutti possono permettersi una settimana di vacanza. Così per chi vuole iniziare a programmare piccole gite giornaliere, partiamo con la prima proposta: una giornata immersi nel fresco (anche in piena estate) della Badia della Santissima Trinità di Cava de’ Tirreni.
Tra le molte bellezze che caratterizzano la Badia un ruolo da protagonista assoluta spetta non all’opera dell’uomo ma alla natura. Non solo una cornice ad una costruzione grandiosa di 80.000 mq ma una forza creatrice in grado di determinarne lo sviluppo e la storia.

I verdi boschi che circondano la Badia ne fanno risaltare ancora di più la piccola facciata, dietro cui si cela un’imponente costruzione fatta di ambienti caratteristici e ricchi di arte e di storia.
La natura fa capolino anche all’interno dell’edifico: il primo nucleo della Badia è infatti rappresentato dalla Grotta Arsicia in cui nel 1011 Sant’Alferio si ritirò in eremitaggio. Attorno a questa grotta fu poi edificato il monastero che dal quel momento è stato progressivamente ampliato fino ad arrivare alle dimensioni attuali. Oggi la grotta è diventata parte integrante della bella Basilica risalente al 1761 che l’ha inglobata in una cappella di una delle due navate laterali. La montagna fa capolino in numerosi ambienti della Badia, ad iniziare dal Chiostrino, di forma irregolare proprio perché nel costruirlo ci si è dovuti adattare agli spazi resi disponibili dal rilievo e dal ruscello Selano che l’attraversa. Ed è stata ancora una volta la natura a cancellare gli affreschi opera dell’uomo che si affacciavano sul Chiostrino e a dipingerne di propri fatti con i colori delle muffe e dei licheni. Di grande suggestione sono anche la Sala del Capitolo Vecchio, in cui è possibile ammirare alcuni sarcofagi e degli affreschi cinquecenteschi di Andrea da Salerno, il Cimitero Longobardo, costituito da ampi ambienti sotterranei in tufo che hanno ospitato le sepolture di abati, antipapi e nobili, le Cappelle dell’Antica Basilica, con le sculture di Tino di Camaino, la Sala del Capitolo, con schienali intagliati del 1540 e il pavimento in ceramica proveniente dal monastero Sant’Andrea delle Dame di Napoli. All’interno della Basilica di notevole valore sono l’ambone del XII secolo, donato dal Re di Sicilia Ruggiero II al momento della sepoltura della moglie all’interno della Badia, il ricchissimo reliquario e la porta cinquecentesca della sagrestia. Le ricchezze di questo magnifico sito non terminano qui: a completarne il patrimonio ci sono le sale del Museo, ricche di arredi sacri, codici miniati e dipinti, e l’immenso archivio che ospita documenti di inestimabile valore accessibili agli studiosi di tutto il mondo. 
E se non bastasse tutto questo, c’è un altro ottimo motivo per visitare la Badia di Cava dei Tirreni: il 2011 è infatti l’anno in cui se ne festeggia il primo millennio di esistenza e numerosi eventi sono stati programmati per celebrare adeguatamente questo particolarissimo compleanno. Maggiori informazioni si possono reperire sui siti internet  www.ilmillenniocavadetirreni.it e www.badiadicava.it.
La Badia è visitabile tutti i giorni grazie a visite guidate ben strutturate ed è raggiungibile dal centro di Cava dei Tirreni tramite bus purtroppo non troppo frequenti, unica pecca di una realtà della cosiddetta Italia minore che ha il dovere di essere riscoperta.

Per informazioni scrivere a visiteguidate@badiadicava.it

Giovanna Dipalma

 
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