Vinca il peggiore

SanremoL’esito dell’ultimo Festival di Sanremo, con il pubblico e l’orchestra che fischiavano e protestavano per la scelta di tre finalisti considerati di scarsa qualità e l’esclusione dalle prime posizione delle canzoni considerate migliori è la perfetta rappresentazione dell’Italia di oggi. Un paese dove i peggiori trionfano e si dice che sono stati scelti dalla volontà popolare, anche se nessuno dice come si è espressa questa sacrosanta volontà popolare.

Il televoto utilizzato per decidere il vincitore di Sanremo infatti difficilmente può essere spacciato per indubbia volontà popolare. E’ più che altro la volontà di chi ha voglia di spendere i soldi richiesti per inviare il suo voto. E anche se molti sospettano che questi voti siano stati pilotati in un modo o nell’altro, è anche possibile che siano arrivati in maniera del tutto legittima. Le tre posizioni superiori infatti sono andate a due cantanti usciti da popolari spettacoli televisivi, dove hanno vinto appunto con lo stesso sistema, e a un assurdo trio composto da un cantante noto in televisione e da un erede della deposta dinastia monarchica dei Savoia. Il trio ha presentato una canzone che era l’apoteosi della peggiore retorica di cattivo gusto, quindi è perfettamente possibile che abbia incontrato i gusti di molti italiani.
Berlusconi in fondo vince le elezioni con lo stesso sistema: populismo, retorica e un voto pilotato dal suo monopolio televisivo e informativo. E’ la sacrosanta volontà popolare. E basta guardare lui e la sua maggioranza, ma anche pensare al passato del nostro paese, come ad esempio al fascismo, per rendersi conto che a una buona parte di italiani manca completamente il senso del ridicolo.
E quindi in Italia capita piuttosto spesso che vinca il peggiore, magari aiutato da sistemi apparentemente legittimi ma in realtà profondamente disonesti per pilotare a proprio uso e consumo la volontà popolare. E il popolo che decide infatti è sempre assente, invisibile, televisivo, un’entità astratta. Il popolo che si informa, si interessa e si preoccupa di scegliere con motivi validi invece non conta mai nulla. Protesta in televisione, quando è così fortunato da avere le telecamere vicine, ma viene comunque ignorato. 
Il festival di Sanremo con questo finale ha rappresentato perfettamente l’Italia attuale. E’ vecchio, è spesso insopportabilmente retorico e populista, in più occasioni imbarazzante e offensivo dell’intelligenza umana, grottesco e alla fine ha premiato il peggio. Insomma è proprio l’Italia che allegramente si degrada con la comoda scusa della volontà popolare, anche se l’unico popolo davvero presente fischiava e protestava. 

Francesco Defferrari

 
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