Reality: Susan Boyle finisce in clinica

susanboyleospedale010509Non ce l’ha fatta Susan Boyle. La bruttina che ha conquistato il web con la sua voce e dal nulla è diventata una nuova star grazie al programma Britain’s got talent, alla fine non ha vinto. Si è dovuta accontentare di un secondo posto. La fiaba si è quindi interrotta, bruscamente. The Sun scrive che alcuni agenti sono stati chiamati per intervenire nell’albergo dove abitava la Boyle e hanno portato la donna in clinica. Troppo stress, Susan era emozionalmente stremata.

 

D’altronde non deve essere stato facile dopo una vita passata al buio, lontano da ogni contatto, balzare alla cronaca di tutti i giornali. La donna 48enne era diventata una star di internet grazie al video della sua prima partecipazione al programma inglese che era stato inserito su YouTube e scaricato oltre 200 milioni di volte. Non poco per una cantante sconosciuta. Susan, che alla nascita ha subito danni cerebrali minori in seguito alla mancanza di ossigeno, non è riuscita a gestire la popolarità che tutt’ad un tratto le è arrivata addosso. E già la settimana prima della finale aveva mostrato segni di cedimenti mentali reagendo in maniera spropositata alla gente che le era intorno. Erano in tanti a chiedersi se si sarebbe presentata per la finale. L’ha fatto, ma non è riuscita a battere il gruppo di street dancing Diversity. D’altronde il gruppo era decisamente più vendibile della donna, sul mercato dello show business e nonostante le emozioni di centinaia di telespettatori, il programma doveva consegnare al mondo dello spettacolo un prodotto per il lungo termine.
Ora tutti si chedono quale sarà il destino di Susan e se farà fortuna grazie al suo talento ma in molti sono convinti che non sarà capace di gestire la pressione emotiva. Certo i tempi sono cambiati da quando Andy Warhol diceva che “ognuno ha diritto a quindici minuti di celebrità”. Perché oggi grazie a internet i quindici minuti possono avere effetti molto più forti. E poi c’è la televisione, i reality che sfornano continuamente nuove star, con o senza competenze, a seconda del canale, dell’orario, del “settore”. Ma concedono a chiunque quella celebrità agognata, l’illusione di essere conosciuti.
Anche Susan ci aveva creduto. Anche lei ci aveva sperato. “Ridevano di me” aveva detto in un’intervista, “ma ride bene chi ride ultimo. E l’importante nella vita è non arrendersi, fare un passo alla volta”. Forza Susan, verrebbe da dire, reagisci allo star system che ti circonda. Dimostra che non serve una bella faccia, un bel corpo, pochi anni e tanta allegria per “diventare qualcuno”. Basta la competenza. Almeno sulla carta.
 
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Marianna Lepore

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