Tv: cala la fiducia verso Tg1 e Tg5

sondaggiodemoscoopRispondere a due semplici domande: “quale telegiornale italiano ispira più fiducia agli italiani e quali programmi di approfondimento e di informazione vengono seguiti perché ritenuti più attendibili”. Questo era l’obiettivo del sondaggio dell’Osservatorio Demos – Coop che ogni anno analizza il rapporto tra gli italiani e l’informazione.

La prima analisi cercava di capire quale fosse la fonte privilegiata di informazione. Senza alcuna sorpresa vince la televisione consultata ogni giorno dall’82,9% degli intervistati. Il dato, però, non è così negativo come sembra perché è in calo rispetto al 2009 (quando l’86.7% degli intervistati la guardava ogni giorno) e rispetto al 2007. I quotidiani e internet subiscono dei lievi rialzi e il dato che più colpisce è quello della radio, mezzo che nonostante l’età registra un +3,4% arrivando al 43,4%. Gli italiani, quindi, preferiscono la televisione e 8 italiani su 10 la utilizzano quotidianamente per informarsi, principalmente con i canali nazionali. Solo un italiano su 3 legge i quotidiani o si informa attraverso la rete internet. Davanti al mezzo televisivo gli spettatori non sono però completamente passivi e scelgono cosa guardare tanto che nel triennio dal 2007 al 2010 si registrano dei grandi cambiamenti nel gradimento dei telegiornali. A vincere su tutti è l’informazione locale, con il Tg3 regionale che riscuote il 72,1 per cento di fiducia, seguito, nove punti più in basso, dal Tg3 nazionale. I telespettatori perdono, invece, fiducia nel Tg2, al 53,4 % (nove punti in meno rispetto al 2009), nel Tg5 al 48,6% (otto punti in meno) e nel Tg1 che dal 2009 al 2010 ha perso quasi il 10% della fiducia dei telespettatori – passando dal 63,6% al 53,2% – e nel triennio 2007-2010 ha perso il 15,8%. Pubblico che non ha spento la televisione ma ha deciso di spostarsi su altri canali che sono ritenuti meno condizionati politicamente. Così il nuovo Tg di La7 guadagna più dell’11% nel triennio, passando dal 2009 al 2010 dal 42,9 al 45,8%. Ma è Rainews24 a guadagnare di più: se nel 2007 era seguita solo dal 19,2% del pubblico e nel 2009 dal 32,6%, nell’ultimo anno ha continuato a crescere arrivando al 36,8% di fiducia con un più 17,6% nel triennio.
Quello che sembra penalizzare di più il Tg1 è proprio il posizionamento politico, sotto gli occhi di tutti. Perché nonostante ci siano sempre stati legami con il mondo istituzionale, il telegiornale della rete ammiraglia era sempre stato il “centro”: il tg dove si parlava di tutti e si distribuivano i tempi. Oggi appare invece sempre più verso destra e questa scelta ha deluso i telespettatori. Anzi, ha fatto conquistare una diffida dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) che ha monitorato il periodo da luglio a settembre 2010. E ha riscontrato «un forte squilibrio nel tempo dedicato dal Tg1, dal Tg4 e da Studio Aperto a favore della maggioranza e del Governo.» L’autorità ha anche avvisato che «Qualora tale squilibrio perdurasse verranno adottati ulteriori provvedimenti».
Per tutti quelli che si sentono delusi dai telegiornali italiani, ci sono, però, i programmi di approfondimento politico e sociale, con Ballarò che si conferma la trasmissione più affidabile per gli italiani e Report di Milena Gabanelli che dal 2007 ha visto crescere il gradimento del pubblico del 12%.
Il sondaggio dell’Osservatorio Demos – Coop mostra che il 40% degli italiani, soprattutto giovani, è ormai connesso quotidianamente in rete e lì si informa, soprattutto con i quotidiani online. La televisione, però, vince e raccoglie tutta la famiglia. Così non meraviglia che nonostante il 54% degli italiani sia convinto che il conflitto di interessi del presidente del Consiglio Berlusconi danneggi la libertà di informazione e il 62% sia convinto che condizioni l’andamento della politica, alla fine nel buio dell’urna è l’influenza televisiva a prendere il sopravvento.

Marianna Lepore


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