Reaper, se il diavolo possiede la tua anima

Reaper

Sam ha mollato l’università e lavora in un grande magazzino del fai-da-te. Vive ancora con i genitori, è innamorato da anni di una collega, Andi, a cui non riesce a dichiararsi. Ha due grandi amici, Sock e Ben, con cui cerca di sopravvivere alla noia di un lavoro ripetitivo e senza prospettive. Ma al suo ventunesimo compleanno la sua vita diventa improvvisamente molto movimentata, anche se non nel modo in cui avrebbe sperato. 

Sam scopre infatti che suo padre ha venduto al diavolo l’anima del suo primogenito per guarire da una grave malattia, convinto che avrebbe potuto ingannare il principe delle tenebre non avendo figli. Ma il diavolo, interpretato da un sulfureo e affascinante Ray Wise, già noto come l’inquietante padre di Laura Palmer in Twin Peaks, non è facile da ingannare ed è venuto a riscuotere quello che gli spetta. Non vuole portare Sam nel suo regno, ma utilizzarlo come un cacciatore di anime (un mietitore, un Reaper) per catturare i dannati che sono riusciti a fuggire dall’inferno. Da questo momento in poi Sam è costretto suo malgrado a fare il lavoro sporco per il diavolo (un doppio lavoro che si aggiunge a quello normale), pur cercando in continuazione un modo per sfuggire al patto che ha dovuto subire. Sock e Ben sono subito al suo fianco nelle movimentate e pericolose cacce all’anima dannata, e alla fine anche Andi viene a conoscenza della “missione” di Sam e diventa anche la sua ragazza, con qualche dubbio perché con il tempo la natura del rapporto tra Sam e il diavolo si rivela sempre più inquietante
Pura commedia sulla scia dei film di Kevin Smith, che infatti ha diretto il primo episodio, Reaper è animato da protagonisti molto lontani dal clichè dell’eroe (un pò come in Chuck, dove infatti ritorna il tema del protagonista “perdente” che lavora in un grande magazzino): Sock e Ben sono scansafatiche, confusionari e spesso spaventati a morte dalle situazioni in cui si trovano. Lo stesso Sam non è certo lo stereotipo del “vincente” anche se con l’andare del tempo diventa sempre più bravo e sicuro di sè, e comincia a temere che il diavolo stia riuscendo a corromperlo. Il diavolo è sicuramente il personaggio più bello del telefilm: subdolo, ovviamente diabolico, ma anche così affascinante e simpatico che alla fine nessuno riesce a resistere alle sue tentazioni. Una serie di azzeccati personaggi di contorno completa il cast, da demoni ribelli che vorrebbero tornare in paradiso a una serie di altri personaggi minori sempre ben caratterizzati. 
L’originalità di Reaper e il suo seguito di culto ovviamente non ne hanno fatto uno straordinario successo televisivo, e ormai che la seconda serie americana è finita sembra certo sembra certo che non ce ne sarà una terza, al massimo potrebbe esserci un fumetto. In Italia per ora è andata in onda solo la prima serie, prima su Fox e poi su Mtv. 
Certo la possibile cancellazione della serie, come nel caso di Chuck, dimostra  purtroppo che il pubblico televisivo generico non sembra capace di apprezzare protagonisti “imperfetti”. I soliti super poliziotti, il super agenti segreti e super medici tendono a schiacciare ogni sprazzo di originalità in televisione. Ma almeno negli Stati Uniti simili serie vengono prodotte. In Italia vedere qualcosa di originale in televisione non è nemmeno immaginabile. 

Francesco Defferrari

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