Falcone e Borsellino, un cartoon per ricordarli

BorsellinoFalconecartoneanimatoEra il maggio del 1992 quando Giovanni Falcone saltò in aria sull’autostrada che da Punta Raisi arrivava a Palermo, all’altezza di Capaci. Pochi mesi e un altro magistrato che con Falcone aveva condiviso la lotta alla mafia, Paolo Borsellino, venne ucciso mentre andava a far visita alla madre. Dopo quasi 18 anni in pochi, tra le nuove generazioni, sanno dire chi erano questi giudici. A loro si rivolge un cartone animato presentato in questi giorni in anteprima a Rapallo.

Giovanni e Paolo e il Mistero dei Pupi è uno special tv a cartoni di 26 minuti che dovrebbe andare in onda su Raitre prima dell’estate. È stato presentato al Miptv di Cannes, la principale fiera mondiale di prodotti audio video e i primi 5 minuti dello special (coprodotto da Rai Fiction e Larcadarte in collaborazione con Regione Siciliana), con le voci di Leo Gullotta, Donatella Finocchiaro e Claudio Gioè sono stati presentati in anteprima sabato a Rapallo durante la serata di premiazione di Cartoons on the Bay. La storia è ambientata nella Palermo degli anni ’50 e racconta la vita di due ragazzini, Giovanni e Paolo appunto, che lottano per liberare il quartiere dalla presenza di un Mago malvagio, che toglie l’anima alle persone e le trasforma in ‘pupi’.
Il Mago cattivo è la Mafia e i due giovani faranno di tutto per salvare il quartiere da questa maledizione.
L’idea di fare questo cartone animato è nata dopo aver letto un’inchiesta che svelava come i bambini delle scuole non conoscessero Falcone e Borsellino. Così Alessandra Viola, siciliana, ha deciso di firmare la sceneggiatura insieme a Rosalba Vitellaro (anche regista) e Valentina Mazzola con la direzione artistica affidata a Enrico Paolantonio. ”Abbiamo cercato una metafora che facesse capire come lottando contro la mafia si vince sempre. Andando invece dallo stregone, metafora di Cosa Nostra, si diventa progressivamente di legno e si perde la libertà.”
Il messaggio del cartone è che “la volontà di ciascuno di noi può battere un male endemico come la mafia” dice Carlo Nardello, amministratore delegato di Rai Trade. E’ un messaggio importante per i giovani, perché oggi di mafia si parla poco ma questo non vuol dire che la mafia non esista. La memoria è sempre più breve e si tende a dimenticare chi quasi vent’anni fa ha sacrificato la sua vita in una lotta impari contro la criminalità.
Oltre al cartoon quest’anno in Sicilia si realizzerà anche un concorso a fumetti per le scuole medie e si creerà un kit sulla legalità che verrà distribuito in 1.500 scuole, per giocare in classe approfondendo temi di attualità e di educazione civica.
Perché il modo migliore per ricordare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino è quello di educare le nuove generazioni e renderle consapevoli di cosa è la mafia e di quali danni può creare alla nostra società. Anche se resta l’amarezza che a mantenere viva la memoria di questi uomini ci pensino dei cartoni animati, quando invece dovrebbe essere compito della società, delle scuole, degli educatori.

Marianna Lepore

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