Dollhouse, i ricordi e l’anima

Dollhouse poster

L’idea alla base di Dollhouse, casa di bambola, la nuova serie di Joss Whedon, creatore di telefilm di culto come Buffy e Firefly, è che la nostra personalità è come un programma di computer, una serie di dati che abbiamo ottenuto nel corso della vita grazie a esperienze, scelte, ricordi. Se tutte queste cose potessero essere cancellate dal nostro cervello smetteremmo di essere noi stessi e diventerammo involucri vuoti. Nel telefilm una potente e misteriosa organizzazione possiede appunto la tecnologia per fare esattamente questo. 

Giovani uomini e donne vengono svuotati della loro personalità e riempiti con un’altra, diventando quindi qualsiasi altra persona. A beneficio di clienti ricchissimi che possono richiedere un essere umano su misura: una fidanzata, un’amante, una guardia del corpo o un investigatore. Le “bambole” sono tutti volontari, persone in fuga dalla giustizia o dal passato che hanno accettato di farsi cancellare per alcuni anni e lavorare per la Dollhouse. La protagonista della serie è una di loro, l’attrice Eliza Dushku già apparsa come Faith nel telefilm Buffy, e nel corso degli episodi diventa di volta in volta negoziatrice in una caso di rapimento, cantante, ladra. Ma in tutto questo Echo, il nome in codice che la ragazza ha ricevuto nella Dollhouse, comincia a ricordare frammenti della sua vera personalità, Caroline.
Intanto l’agente FBI Paul Ballard indaga sulla Dollhouse, che molti suoi colleghi considerano un mito, e si scontra con una serie di crescenti difficoltà in quella che diventa per lui sempre di più una missione per salvare la vera Caroline dal suo destino. Pur essendo in fondo un telefilm d’azione Dollhouse ispira molte domande interessanti nello spettatore, come accadeva anche nelle precedenti creazioni di Whedon. Che cosa siamo noi, qual’è la nostra vera personalità? Sarebbe sufficiente eliminare i nostri ricordi per cancellarla o qualcosa di noi, comunque, riuscirebbe a sopravvivere, la nostra anima?
Nel telefilm non c’è nessuna netta distinzione fra il bene e il male, perché i clienti e le persone che gestiscono la Dollhouse non sono esattamente malvagi, anche se l’agente Ballard all’inizio considera quello che fanno una forma mostruosa di schiavitù, e appaiono come persone del tutto normali in un mondo in cui la mercificazione degli esseri umani non è per niente rara.
In Italia la prima serie viene trasmessa dall’inizio di settembre su Fox, negli Stati Uniti la seconda serie inizia il 25 settembre con alcune interessanti novità nel cast: Ray Wise, già ammirato come padre di Laura Palmer in Twin Peaks e come diavolo in Reaper, e Summer Glau, una delle protagoniste di Firefly, che l’anno passato era stata l’inquietante e affascinante androide in Terminator, the Sarah Connor chronicles. Ma questa volta l’attrice pare interpreterà un normale essere umano, il programmatore di un’altra Dollhouse. 

Francesco Defferrari

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