Dov’è finita la libertà di stampa?

citizenberlusconi220609E’ una domanda che già oggi non trova quasi più risposta in Italia. Da noi, da anni ormai, non si parla di alcuni processi, di alcune prescrizioni, di alcune leggi. E se un giornale decide di farlo allora ecco che diventa “comunista”. Raccontare quello che accade, però, dovrebbe essere un elemento essenziale del giornalismo, non necessariamente del comunismo. Ma chi decide di fare il suo mestiere viene allontanato (ricordate i “lontani” casi dell’editto bulgaro?) o ridimensionato.

Enzo Biagi è morto portando nel cuore l’allontanamento dalla televisione, da un programma che pur parlando di politica riusciva a fare audience maggiore dei pacchi e contropacchi che da allora ci sono stati propinati. Ma i pacchi, si sa, non aiutano a ragionare. Sono lo specchio perfetto di un’Italia che non vuol sapere, che preferisce ridere, ammirare i falsi vincenti, le donnine svestite, i miliardari tinti accompagnati da giovani donne piuttosto che capire perché andare ad esercitare il proprio diritto/dovere al voto sia importante.
Stiamo regredendo, a vista d’occhio, e quasi nessuno lo ricorda. Ma anche questo rientra nella moderna politica italiana.

Così, oggi, per sapere cosa accade nel nostro paese, spesso bisogna ricorrere ai giornali stranieri che raccontano i fatti senza dover temere nulla, perché loro la libertà di stampa la possono esercitare. Da noi le notizie scompaiono e se resistono in scaletta sono raccontate in modo diverso.
Ma chi ha voglia di capire qualcosa in più o di deprimersi, a seconda degli stati d’animo personali, si potrà sintonizzare su Current Tv stasera alle 21.20 e guardare Citizen Berlusconi. E’ un’inchiesta giornalistica che è stata trasmessa da diverse emittenti americane ed europee ma in Italia, guarda caso, non ha ancora trovato la messa in onda. E’ un’analisi approfondita e documentata dell’ascesa di Silvio Berlusconi dalla televisione al vertice del governo italiano.
Chi è amante di internet, però, può trovare in rete il filmato originale con i sottotitoli in italiano sempre che non possa aspettare la messa in onda di Current, che si arricchisce di contenuti extra mai visti in televisione e prodotti dagli stessi autori.
“E’ divertente….dovremo analizzarlo… E’ ricco. E’ potente. E’ adatto alla democrazia?” se lo chiede Jamie Rubin all’inizio del servizio. Sta parlando del nostro presidente del Consiglio e per introdurre meglio la questione a chi dell’Italia conosce solo la pizza e il mandolino esordisce con queste parole: “Immaginate un paese in cui un solo uomo unisce il potere politico del Presidente Bush, l’influenza sui media di Rupert Murdoch e la ricchezza e l’ambizione di Ross Perot e Steve Forbes. Quel paese è l’Italia e quell’uomo è il premier Silvio Berlusconi”.

Il servizio ora disponibile in rete può avere reazioni contrastanti: far venire la pelle d’oca, innervosire, far prenotare il primo biglietto per emigrare, capire che non c’è via d’uscita. Perché da noi, purtroppo, è vero quello che dice Alexander Stille alla fine del servizio “Lui ha capito meglio di qualunque altro politico che se una cosa non appare in televisione, non esiste”.
Così le notizie spariscono, vengono edulcorate o in altri casi compaiono notizie che tali non sono. Il tutto per nascondere solo la verità. Stiamo scivolando lontani dalla democrazia. Stasera non perdetevi Citizen Berlusconi.  

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Marianna Lepore

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Citizen Berlusconi, Alexander Stille, Euro. 15

Berlusconi, Paul Ginsborg, Euro. 9

Tutti i libri di Marco Travaglio

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