Castle, il crimine divertente

CastleRichard Castle è un famoso scrittore di gialli, best seller che spopolano nelle librerie. E’ anche vanitoso e sempre circondato da belle donne, ma quando un serial killer comincia ad uccidere nello stesso modo descritto nei suoi noti romanzi, inizia a lavorare come consulente per la polizia di New York, in particolare per la detective che segue il caso, Kate Beckett. Secondo un collaudato modello del genere, Castle e Beckett non potrebbero essere più diversi.

Lui, interpretato dall’attore Nathan Fillion, noto per il telefilm cult di fantascienza Firefly, è ricco, famoso, apparentemente sbruffone e sempre pronto alla battuta e allo scherzo. Lei, interpretata dall’attrice canadese di origine croata Stana Katic, è seria, apparentemente fredda e dedicata al suo lavoro come a una missione, conseguenza dell’omicidio insoluto di sua madre. Ma ovviamente, una volta risolto il caso dell’assassino imitatore nel primo episodio, la relazione tra il romanziere e la detective continua quando lui, grazie alla sua amicizia con il sindaco e i dirigenti della polizia, riesce a farsi accettare nella routine del distretto con la scusa di voler scrivere un nuovo ciclo di romanzi ispirati proprio alla figura di Kate.
Per molte puntate, tra un’indagine e l’altra, le schermaglie tra lo scrittore e la poliziotta continuano senza mai stancare il pubblico, che non può fare a meno di chiedersi se prima o poi i due finiranno per innamorarsi, am messo che non lo siano già. A completare il cast una serie di comprimari molto riusciti, dagli altri due detective che condividono le indagini di Beckett e Castle, Esposito e Ryan, che a differenza di Kate sono esplicitamente divertiti dalla presenza dello scrittore, alla madre di Castle, un’attrice di Broadway di mezz’età con atteggiamenti da diva e un’attiva vita sociale, alla figlia quindicenne dello scrittore, Alexis, più matura e responsabile del padre e della nonna. Anche se i casi trattati dal distretto di polizia sono spesso cruenti nella migliore tradizione di CSI e simili telefilm, la caratteristica che differenzia Castle dagli altri gialli-noir è la leggerezza e l’humour della relazione, sempre piena di sottile tensione, tra i due protagonisti, che lentamente scoprono sempre più cose del rispettivo passato e iniziano a piacersi, nonostante le loro apparenti differenze. Il merito del telefilm è proprio quello di aver rivitalizzato un classico sotto-genere del giallo, pieno di tocchi umoristici e incentrato su una “strana coppia”, che era diffusissimo negli anni 80 e 90 e ultimamente era passato un pò in secondo piano rispetto alle serie televisive cupe e realistiche. 
Una formula di cui probabilmente il pubblico sentiva la mancanza: negli Stati Uniti la prima stagione di 10 episodi, che in Italia viene trasmessa sui canali satellitari da metà ottobre, ha avuto una media superiore ai 9 milioni di telespettatori, e anche la seconda stagione, previsti 22 episodi, sta mantenendo lo stesso livello. Se continua ad andare così bene è probabile che Castle continui per qualche anno, e così vedremo, tra crimini e battute, come evolverà la storia tra la poliziotta e lo scrittore che ha deciso di eleggerla sua musa.

Francesco Defferrari

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