Paranza Vibes, il nuovo album

Paranza VibesNata Manera è come loro vorrebbero il mondo, Nata manera è come loro vedono la vita, Nata manera è il loro modo di fare musica. “Nata Manera” – che nel dialetto campano significa un altro modo – è il titolo dell’ultimo album dei Paranza Vibes, gruppo di Pontecagnano (Salerno), il cui brano “In Campania”, lo scorso anno ha accompagnato i titoli di coda del docufilm sul problema rifiuti Biùtiful Cauntri.

Un’esperienza che ha portato Matteo Citro e Piervito De Rosa – nucleo del gruppo – ad essere ospiti di programmi televisivi e radiofonici italiani e non solo.  Anche le telecamere di Al Jaazera sono infatti venute in Italia per intervistare questi ragazzi che, nella loro musica, dal sound prevalentemente reggae, cantano l’amore per la propria terra, il dolore nel vederla martoriata dalla prepotenza e dai soprusi, la speranza che un giorno le cose possano cambiare.
Da questo punto di vista, N’Ata Manera sia musicalmente che nei contenuti, testimonia pienamente il percorso di ricerca e crescita artistica di Piervito e Matteo e della loro musica che, partendo dal raggae jamaicano, si evolve, in una commistione consapevole di reggae-muffin, reggae funky, reggae rock. In uscita nazionale il prossimo venerdì 23 ottobre (data in cui i Paranza Vibes suoneranno al Dimmi, in via dei Volsci nel quartiere San Lorenzo, a Roma), il disco, in co-produzione con la Warner Bros, sarà distribuito sia in Italia che all’estero e sarà il protagonista del tour che, a partire dall’autunno, e per tutto il 2010 porterà i Paranza Vibez in giro per tutto il territorio nazionale.
Sedici brani, legati da un filo invisibile che, partendo da un esplicito richiamo al canto tradizionale campano, affrontano temi come l’impegno sociale, l’amicizia, l’amore e – protagonista tra tutte – la musica.
“Del resto – raccontano Piervito e Matteo – abbiamo scelto di chiamarci così perché, a differenza di quanto si possa pensare, la Paranza non è quella di Silvestri, ma risale a un’antica tradizione contadina, ai canti che durante la semina e la raccolta, servivano per attenuare la sofferenza del lavoro. Anche per noi, che continuiamo a lavorare come operai, il canto è una liberazione, per dire chi siamo, per esprimere quello che abbiamo dentro”. E “Nata Manera”, comincia proprio così, con un richiamo forte alle origini, “al dove veniamo e a come per noi inizia la musica”. La prima traccia dell’album “Alli uno” è  un omaggio ai canti popolari e, in generale, alle origini.  Racconta Piervito: “E’ il primo pezzo che ho imparato da mio nonno e  fa parte della tradizione dei Canti “a fronn e limon”, canti di dolore, riflessione”.  Tradizioni che rappresentano il punto fermo a cui guardare con fierezza e orgoglio, nonostante il mondo intorno vada da tutt’altra parte. E’ il tema di “J’ rem”, coinvolgente invito a non farsi trascinare dal “mar e ftient” inquinato dalla corruzione, a darsi da fare per riscattarsi e riprendersi la propria dignità. E dopo due omaggi alla passione (“’A cap”) e all’amicizia (“’O cumpariell”), è la volta della bellissima “17 gennaio”, che composta da Piervito per Matteo, che la interpreta da solo, è un inno a non lasciarsi sopraffare dai dispiaceri e dal grigio della quotidianità, ma a vivere con pienezza e a non tradire i propri sogni. L’album prosegue con “Pummarola”,  che– nonostante il ritmo ballabile e coinvolgente  – è  una vera e propria denuncia di un’economia spersonalizzata, che ha come unico dio l’oro nero e calpesta le tradizioni, vera ricchezza dei territori. E “Come vulesse”, il brano successivo, racconta proprio il senso di impotenza davanti a una società che sembra aver perso ogni barlume di umanità e speranza, divorata dalla Tv, che guarda ormai con freddezza e indifferenza tragedie come quella accaduta ed Erba e non sa fare altro che accusare gli immigrati di essere portatori di illegalità. L’ironia e la leggerezza tornano in “Vinile, puntina e microfono”, divertente satira delle altisonanti scuole che si sentono le uniche depositarie del sapere musicale e a cui Matteo e Piervito contrappongono la loro scuola, quella delle tradizioni, della strada:  una melodia “ca sagli pe balcun” e che sa cantare chiunque, senza bisogno di diplomi. “O primm maestro è stat’o nonn mio” canta Piervito, mentre Matteo replica “io so nipote d’arte”, citando lo zio Nando Bruno,  interprete salernitano di musica tradizionale.
E se in “Pkkè” la figura della donna amata si sovrappone a quella del mondo indifferente davanti al canto dell’amore, in “Ciaccarella” torna, rivisitata in chiave raggae, la tradizionale serenata. Fino ad arrivare alla divertentissima “Miss Padania” (video in uscita su All Music), in cui il protagonista sogna di andare fino a Milano per chiedere la mano della reginetta leghista di cui si innamora dalla tv e di ritornare vittorioso con un bel matrimonio e festeggiare la ritrovata unità nazionale, brindando con acqua di mare al posto dello champagne e mangiando polenta come dessert. L’amore, che questa volta mette le vesti della passione, è sempre protagonista  in “Dondola”, mentre un altro pezzo chiave dell’album è “Skateniamoci” dove la musica, ancora una volta diventa coinvolgimento, movimento, forza per cambiare le cose. L’album prosegue  con “Un attimo”, brano che  racconta il dolore per due amici scomparsi tragicamente, e si conclude con due pezzi “forti”, che hanno molto in comune tra di loro: “O regno rè 2 sicilie” e “In Campania”, che compare nei titoli di coda di Biùtiful Cauntri. Brani dai testi amari, duri, da cui viene fuori la rabbia di chi vive in una terra martoriata calpestata da violenza e prevaricazione, ma non si arrende, e alla disperazione reagisce con la voglia di cambiare. L’album termina con la traccia 16, ma è una pausa solo momentanea. Presto infatti ascolteremo di nuovo Matteo e Piervito sul grande schermo. Saranno infatti i Paranza Vibes gli autori dell’intera colonna sonora del prossimo film di Andrea D’Ambrosio, uno dei registi di Biùtiful Cauntri che, nel suo prossimo lavoro riaprirà la ferita del terremoto  che nel 1980 sconvolse l’Irpinia e la Basilicata. E con “Nient è cagnat”, risposta a “In Campania”, Matteo e Piervito riannoderanno il dialogo che solo temporaneamente si era concluso con l’ultimo brano di “N’ata Manera”

Letizia Cavallaro

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