L’integrazione passa per la musica

NordSudLogoUna volta erano gli abitanti delle zone più povere del sud Italia a partire con la valigia di cartone e a cercare fortuna nel nord. Oggi l’emigrazione verso il settentrione continua anche da molti altri Paesi del Sud del mondo. Ma l’integrazione tra Nord e Sud è ancora un problema irrisolto. A volte, però, bastano piccole iniziative per dimostrare come le differenze, se esistono, possono essere solo un arricchimento. È quello che la rassegna “Nord-Sud in Musica”, da domani fino al 25 luglio nel comune di La Loggia, a sud di Torino, cerca di ricordare da 15 anni.

Sul palco di “Nord-Sud in Musica” si sono esibiti da sempre artisti provenienti da ogni angolo della penisola. L’obiettivo della rassegna è stato fin dall’inizio quello di cercare di integrare tutte le nuove identità che anno dopo anno cambiavano i criteri di identificazione tra nord e sud del mondo. Un’integrazione possibile proprio grazie alla musica, perfetta occasione di conoscenza, scambio, fratellanza, divertimento.
Anche quest’anno, per la quindicesima edizione, la Rassegna organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di La Loggia avrà un programma molto interessante articolato in 13 serate in cui si alterneranno artisti del nord e del sud ma soprattutto si alterneranno generi musicali molto diversi tra loro. Dal mod degli Statuto passando per il reggae dei Paranza Vibes e il blues dei Morblus, fino alle polke dei Figli di Madre Ignota e al rock demenziale degli Skiantos.
Nata nel 1996 come iniziativa del Comune per rispondere al bisogno di integrazione, con il passare degli anni “Nord-Sud in Musica” ha iniziato a riscuotere sempre più successo. Così anche quest’anno l’amministrazione comunale si è impegnata per non far mancare questa Rassegna perché, come ha dichiarato l’Assessore alle Politiche culturali e manifestazioni Angelo Migliozzi, “è nostra convinzione che sia più che mai importante in un momento storico di difficoltà e incertezze come quello che stiamo vivendo, dare segnali positivi e fare insieme, attraverso la musica, un percorso di condivisione che ci accompagni alla riscoperta delle nostre radici e alla conoscenza di ciò che seppur diverso ci può far crescere e arricchire”.
Si comincia domani, 2 giugno, con l’esibizione dei Figli di Madre Ignota un gruppo milanese nato agli inizi del Duemila che nei propri pezzi mischia generi diversi, dallo swing alla musica balcanica e klezmer passando per le polke e le rumbe. Venerdì 3 giugno sarà la volta dei Paranza Vibes, un gruppo formato dai picentini Piervito De Rosa e Matteo Citro che grazie al successo del film documentario “Biutiful cauntri” sull’emergenza rifiuti in Campania (per cui hanno realizzato “In Campania”, colonna sonora edita dalla Warner Bross Music Italia) sono riusciti a smarcarsi da “gruppo locale” e a raggiungere l’attenzione dei media nazionali e internazionali. Anche il Times, infatti, ha parlato dei Paranza Vibes coniando il termine “garbage sound” e associandoli ad altri gruppi come i Bidon Villarik e i Bungt Bangt. Sabato sarà, invece, la volta dei Morblus, band veronese che combina il blues classico con il funky e il soul. Il 5 giugno si esibiranno i Bandakadabra, un gruppo nato a Torino nel 2005 dall’incontro di circa 20 musicisti con esperienze artistiche completamente diverse tra loro e che ha avuto anche l’opportunità di allietare le notti bianche olimpiche di Torino 2006. Tra gli altri appuntamenti che vogliamo ricordare, il concerto degli Skiantos il 21 luglio: il gruppo bolognese nato a metà anni ’70, inventò il Rock Demenziale in un periodo in cui le canzoni erano molto impegnate. La rassegna prosegue per tutto il mese di giugno e luglio e si chiude il 25 luglio con il concerto degli Statuto (inizialmente previsto come apertura ma posticipato causa cattivo tempo): il gruppo torinese è nato a fine anni ’80 e da allora ha calcato i palchi più diversi tra loro. Dall’Ariston di Sanremo al concerto per i licenziati della Lancia/Fiat di Chivasso, dal Festivalbar al Leonkavallo al concerto in Plaza De La Revoluciòn all’Habana de Cuba.
Tanti gruppi diversi tra loro, tanta buona musica e sullo sfondo il sogno di vedere un mondo unito, senza sud o nord divisi: ottimi motivi per non perdersi questa rassegna.

Marianna Lepore

 
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