Michael Jackson, vita e morte da star

Michael Jackson a Londra alcuni mesi fa

Nonostante tutto la sua fama era ancora tale che la morte di Michael Jackson è diventata la notizia principale di quasi tutti i giornali e i siti del mondo. Fan e amici sono affranti, anche perché nessuno se lo aspettava. Il cantante aveva annunciato tre mesi fa i suoi ultimi concerti, a Londra, ma il ritiro dalle scene è arrivato molto prima, sembra per infarto. 

Jackson aveva cominciato la sua carriera di cantante già da bambino, con i fratelli, ma negli anni 80 aveva raggiunto la vera fama mondiale. E degli anni 80 superficiali, disimpegnati e materialisti sembrava l’icona ideale, insieme a Madonna. Ma in fondo se le sue canzoni era più suoni orecchiabili e ballabili che grandi capolavori musicali Jackson certamente sapeva cantare e ballare e qualche volta i suoi testi trattavano anche di cose serie, come la famosa canzone Black and White, una presa di posizione contro il razzismo e insieme anche una risposta a chi lo criticava per aver cambiato colore di pelle. 
Ma non era solo il colore della pelle: Jackson nel corso degli anni si era completamente trasformato con la chirurgia plastica, fino a diventare sempre più strano e inquietante, anche per le molte manie e idiosincrasie che in fondo alimentavano il suo mito sui media. 
Nonostante tutti i cambiamenti fisici Michael Jackson è stato meno capace di reinventarsi e di riciclarci rispetto all’altra grande idolo pop, Madonna, e a questo naturalmente si sono aggiunti gli scandali e i guai personali. Aveva fondato un enorme ranch, chiamandolo Neverland come l’isola di Peter Pan, per bambini poveri o malati terminali, ma a partire dal 1993 erano arrivate le prime accuse di molestie sessuali. Enorme rumore mediatico, anche risarcimenti d’oro ad alcuni ragazzini coinvolti e poi il processo nel 2005, finito con un’assoluzione. 
A modo suo Michael Jackson, il re del pop, era come uno di quei divi del rock che ormai forse non esistono più. Eccessivo, scandaloso, impossibile da ignorare. Certo non era all’altezza dell’impegno civile di Jim Morrison, Jimi Hendrix, Janis Joplin e molti altri, ma alla fine se ne è andato in modo molto simile a loro. 
Una morte avvolta dal mistero e dall’ombra delle droghe, sulla quale nasceranno infinite teorie e speculazioni, prima del definitivo decadimento fisico, prima di essere completamente dimenticato. Prima di invecchiare, ancora, almeno in apparenza, perfetto come una statua di cera. Una fine così non può che farti entrare direttamente nel mito

Francesco Defferrari

 
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