La censura tocca anche i Green Day

greendaycensurati250509Sono riusciti in soli tre giorni a vendere 215 mila copie di dischi eppure l’ultimo lavoro dei Green Day non sarà venduto in tutti i negozi degli Stati Uniti. Wal-Mart, la più grande catena di ipermercati americana, ha infatti deciso che nei suoi magazzini non ci saranno copie dell’ultimo album della band. Il gruppo si è rifiutato, nonostante un esplicito invito dalla dirigenza del supermercato, di censurare imprecazioni e volgarità presenti nei loro testi.
Non che sia una novità: questo grande magazzino ha da sempre adottato la politica di non vendere i dischi con l’adesivo “parental advisory” che segnala la presenza di testi con parole offensive o pesanti allusioni sessuali. La catena di grandi supermercati non è stata da meno nemmeno questa volta e nonostante i proventi che avrebbe potuto avere ha preferito essere in linea con la propria filosofia.  
Così 21st Century Breakdown non può essere acquistato nella catena Wal-Mart e i Green Day non hanno mostrato di apprezzare questa censura. Billie Joe Armstrong, il cantante del gruppo, ha giustamente replicato “ci chiedono di ripulire i testi e togliere le parole che “loro” ritengono offensive? Ma chi sono questi signori? Non si rendono conto che il nostro unico peccato è stato quello di usare il linguaggio dei ragazzi americani?”.
 
L’embargo, però, non sembra aver avuto grandi ripercussioni sulle vendite. Certo, se non si fosse parlato dei Green Day ma di un piccolo gruppo emergente, è probabile che pur di avere una grande distribuzione avrebbe accettato di applicare la censura. “Non siamo nel 1953” ha detto il cantante Billie Joe Armstrong. Ma forse si sbagliava.
 
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Marianna Lepore

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