Premio Amnesty Italia, vince “Genova brucia”

SimoneCristicchiGenovaBruciaQuando un anno fa sul palco del concertone del 1° maggio, Simone Cristicchi cantò “Genova brucia” i settecentomila di Piazza San Giovanni si entusiasmarono soprattutto per l’ultimo ritornello. Il giorno dopo, però, arrivarono le polemiche con alcuni sindacati della polizia che definirono la canzone “una porcheria” e con una serie di inviti poco ortodossi che quasi obbligarono il cantante a chiedere scusa se la sua canzone aveva offeso qualcuno.

Quella stessa canzone a distanza di un anno ha vinto la nona edizione del Premio Amnesty Italia, indetto nel 2003 dalla sezione italiana di Amnesty International e dall’Associazione Voci per la Libertà con l’intento di premiare il miglior brano sui diritti umani pubblicato nel corso dell’anno precedente.
Dalla polemica si passa quindi al premio perché, come ha affermato Christine Weise, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International, “Genova brucia, non solo è un bel brano di un autore sensibile ai diritti umani. Nel decennale del G8 di Genova del 2001, ci aiuta anche a non dimenticare le violazioni dei diritti umani che lì si verificarono, a ricordare l’impegno e il coraggio con cui le vittime e i loro familiari hanno cercato per lunghi anni verità e giustizia e a tenere alta l’attenzione perché non si verifichino più.” Il premio sarà consegnato durante la cerimonia che si svolgerà a Villadose (Rovigo) il prossimo 24 luglio, nel corso della XIV edizione del concorso musicale “Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty” in programma proprio dal 21 al 25 luglio. Simone Cristicchi si è detto “onorato e orgoglioso di ricevere il Premio Amnesty Italia per “Genova brucia”, canzone scritta e pensata proprio per raccontare le scomode verità dei fatti del G8 del 2001. Un premio che, secondo il cantate, contribuisce enormemente a valorizzare il brano, trasformandolo in uno strumento di memoria per non dimenticare una delle pagine più buie del nostro paese. «Genova è anche una ferita ancora aperta per chiunque pretenda, in questo piccolo paese, verità e giustizia», ha spiegato Simone Cristicchi. «Dedico con tutto il mio cuore questo premio ad Heidi e Giuliano Giuliani, a Don Andrea Gallo, a tutti i ragazzi che erano a Genova nel 2001 e a quelli che oggi lottano per il rispetto dei diritti umani, alzando la testa e la voce in questo assordante silenzio».
La canzone, come lo stesso cantante spiegò ospite del programma Victor Victoria, condotto da Victoria Cabello, pochi giorni dopo le tante polemiche, “non voleva essere un’accusa verso tutte le forze dell’ordine, ma una critica specifica nei confronti di alcuni poliziotti che abusano del loro potere”.
Il premio per il momento metterà a tacere altre eventuali critiche. Ora non resta che aspettare di vedere cosa succederà alla cerimonia di consegna del riconoscimento il prossimo luglio e se le critiche ritorneranno a colpire il testo del cantante romano. Nel frattempo non resta che ascoltare la canzone e magari farsi una propria opinione.

Marianna Lepore

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