Fan e vip per l’addio a Jackson

funeralejackson070709Erano tutti lì gli amici di Michael Jackson, tutti all’interno dello Staple center di Los Angeles per dare l’ultimo addio al loro idolo. Una cerimonia, quella di oggi pomeriggio, iniziata con il calore di un coro gospel che ha accolto il feretro dorato all’interno dello stadio. All’interno c’erano circa 20mila persone che non sono volute mancare in un momento storico per la musica internazionale.

I nomi importanti c’erano tutti: da Stevie Wonder a Lionel Richie, da Mariah Carey a Jennifer Hudson. E tutti, senza dimenticare che quel momento sarebbe stato trasmesso dalle tv di tutto il mondo, si sono ricordati di lanciare appelli e saluti commossi al loro vecchio amico. In molti hanno cantato e non poteva esserci addio migliore per un principe della canzone com’era Jacko. C’erano i messaggi di Nelson Mandela e Diana Ross, c’era l’attrice Brooke Shields e c’era quella canzone che tutti conoscono ad aprire la celebrazione: “We are the world” scritta con Lionel Richie per un’operazione mondiale di aiuto all’Africa che riunì grandi nomi della musica.
I grandi nomi c’erano anche questa volta, tutti lì a cantare su quegli accordi e a fare da cornice ad un evento che avrebbe dovuto aiutare Michael. Perché ora, quello che il cantante ha lasciato, non sono solo canzoni che hanno cresciuto intere generazioni, non sono solo gli strani passi di danza in cui si esibiva sul palco, non sono solo le foto che lo ritraggono ogni anno sempre più diverso da quello precedente: più di ogni altra cosa Michael Jackson lascia un mare di debiti.
Per questo aveva organizzato un tour mondiale, dopo anni di assenza, che avrebbe dovuto portarlo in giro per il mondo e, proprio in questo auditorium,  stava provando lo show che avrebbe dovuto sancire il suo ritorno sul palco in questi giorni all’Arena 02 di Londra. Doveva cercare di ripianare parte di quei debiti accumulati negli anni a causa della sua incapacità di conservare i risparmi, a causa delle folli spese che il ranch di Neverland esigeva e a causa di continue inchieste giudiziarie che lo vedevano sempre presunto colpevole di molestie su minori.
I fratelli Jackson, così diversi dalle foto del piccolo di casa che aveva visto i suoi lineamenti scomparire sotto le mani del bisturi, sono entrati in una sala che tutti si aspettavano molto più piena di gente. I posti interni erano nettamente inferiori alle richieste, eppure sono rimasti vuoti. Le telecamere di tutto il mondo hanno, però, raccontato l’evento. In televisione la cerimonia è stata seguita da una cifra record di spettatori: si calcola un miliardo di persone per l’ora e mezza di evento. Una diretta in mondovisione che si preannuncia come uno degli eventi televisivi più seguiti della storia. 

Ora i riflettori potrebbero momentaneamente spegnersi. Per poco, però, perché c’è ancora molto di cui parlare: l’affidamento dei figli, gli eventuali test del Dna, le rivendicazioni della seconda moglie, i litigi in famiglia per la gestione dei futuri guadagni. Perché tutto è un business ormai, e bisogna guadagnarne finché è possibile. Così si pubblicheranno vecchi album aggiornati, si scoveranno inediti, ci saranno rivelazioni di tutti quelli, in qualche modo, vicini a Jackson. Soprattutto la città di Los Angeles cercherà di rimediare alle spese. Perché chiudere un’autostrada centrale per la città, come la 101, per chilometri alle otto del mattino per consentire al lungo corteo di Bentley nere, Land Rover Nere, Escalade sempre nere della famiglia Jackson e degli amici più stretti del cantante (con tanto di scuola bus nero per i bambini) di viaggiare a tutta velocità dalla casa del clan a Encino fino al cimitero di Forest Lawn a Hollywood ha un costo.
E poiché nessuno, in famiglia, ha pensato di pagare, il municipio di L.A. ha aperto un sito internet dove i fans di Jackson possono donare soldi per coprire i costi della sicurezza. Così mentre gli altri faranno i conti con i debiti, il vecchio Jacko là su c’è da credersi che si divertirà, ancora.

Marianna Lepore

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