La musica che non conosce confini

IntervistaFigliMadreIgnotaParanzaVibesGli uni milanesi (ma non troppo), gli altri campani (o meglio picentini), della provincia di Salerno. Sono i Figli di Madre Ignota e i Paranza Vibes, due delle band protagoniste della rassegna Nord-Sud in Musica in corso a La Loggia in provincia di Torino fino al 25 luglio. Generi musicali e caratteri diversi: Offline ha posto a entrambi le stesse domande, scoprendo molti più punti in comune di quanto mostrino le apparenze. Prima tra tutti, la passione per una musica che non conosce confini.

Tre parole per descrivervi
Figli di Madre Ignota: danzerecci, scanzonati, allegri
Paranza Vibes: Briganti, terroni, ironici e orgogliosi
Tre parole per descrivere la vostra musica
Figli di Madre Ignota: danzereccia, scanzonata, allegra.
Paranza Vibes: reggae, Giamaica, tarantella
Il filo conduttore della rassegna Nord Sud, che recentemente vi ha visti protagonisti a La Loggia (Torino), è stato l’integrazione.  In che modo la vostra musica ‘fa integrazione’?
Figli di Madre Ignota: la nostra musica è la trasposizione dell’entusiasmo che riceviamo dalle musiche tradizionali (e non) che abbiamo imparato a conoscere e ricercare e su cui inizialmente siamo inciampati quasi per caso. Un risultato che speriamo di ottenere è incuriosire chi ci ascolta, distribuire lo stesso entusiasmo e scatenare la stessa curiosità. Non sappiamo se ciò che facciamo è un contributo tangibile, e francamente ne dubitiamo. L’integrazione è un processo lungo, difficile e faticoso: già sapere di riuscire a divertire qualcuno è un obiettivo, secondo noi, nobile e bello.
Paranza Vibes: Portare il nostro dialetto e il nostro sound in una città come Torino, già multietnica, ci ha aiutato sicuramente a produrre l’effetto di integrazione culturale che serve a noi per crescere e al pubblico che ci ascolta per conoscere di più la nostra amata terra.
Qual è il messaggio che avete portato sul palco della Rassegna?
Figli di Madre Ignota: che divertirsi non è un luogo comune, ma un minimo comune denominatore, e che ridere e ballare insieme è un atto terapeutico che – potendo – andrebbe vissuto col maggior numero di persone possibile, per chi viene sia di qua che di là, dal sud o dal nord, ma soprattutto per chi non si ricorda più da dove viene, che di divertirsi ha più bisogno degli altri.
Paranza Vibes: unità tra Nord e Sud, proprio nel 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, ricordando anche il Regno delle due Sicilie e avvenimenti di cui non si parla più, come la battaglia di Gaeta.
In che modo il luogo dove siete nati e cresciuti ha influenzato il vostro modo di fare musica?
Figli di Madre Ignota: l’influenza è stata tutta in negativo. Non c’era nulla, ci siamo inventati le cose che avremmo voluto ascoltare.
Paranza Vibes: Il posto dove siamo nati e cresciuti ci ha influenzato tantissimo: la musica si respira in strada e, nel nostro caso, ci ha aiutato a conoscere noi stessi e le tradizioni antiche, ma allo stesso tempo ci ha allontanato dalle energie negative del sistema globalizzato.
E quanto, invece, avete ‘preso’ da altre tradizioni e culture?
Figli di Madre Ignota: un sacco di cose: musica, cibo, parole, vestiti. Abbiamo anche preso dalle trasposizioni e riduzioni fumettistiche di quelle culture, perché erano rappresentazioni sintetiche e a volte persino più efficaci degli originali. L’immaginario collettivo, se e quando esiste, è una marea lenta ma robusta, su cui si può contare.
Paranza Vibes: Il reggae è nato in Jamaica, quindi è ovvio che quella cultura ci abbia affascinato tramite la musica, i vinili, le version, con cui per gioco abbiamo iniziato a cantare. Ma tutte le tradizioni ci affascinano, perché siamo innamorati della musica e quindi di tutti i luoghi dove è vera e di cultura.
Conoscevate i Paranza Vibes/Figli di Madre Ignota prima della Rassegna?
Figli di Madre Ignota: Purtroppo no
Paranza Vibes: Sinceramente no!
Due band, due generi diversi: una nata a ‘Nord’, una a ‘Sud’. Punti di incontro?
Figli di Madre Ignota: più prosaicamente, la musica; meno prosaicamente rispetto l’attingere senza far tanto gli schizzinosi al pozzo della musica tradizionale, chi più o meno legalmente, chi più o meno trascendendo, per elezione e non per scelta, vincoli diretti con culture e tradizioni.
Paranza Vibes: la musica che accorcia ogni distanza …
Il Sud, visto da una band del Nord/ Il Nord, visto da una band del Sud
Figli di Madre Ignota: noi non possiamo essere riassunti come “band del nord” semplicemente perché,  non siamo nemmeno tutti di certificata estrazione lombardoveneta. Ullo, il sassofonista, ha la testa qui e i piedi in Sicilia, Lasko trombettiere ha radici per metà lucane e per due terzi pugliesi (scusate, ma la somma non dovrebbe essere uguale a uno?), c’è chi ha mezza famiglia acquisita a Napoli, e Piredda il trombonista, è sardo e come sardo può vedere le cose da prospettive centrate su punti (a sua scelta) nello spazio dei numeri immaginari (parte reale e parte immaginaria), libertà negata per nascita a tutti i continentali.  Cercheremo di essere, disperatamente, seri: la domanda presuppone un punto di vista identitario con cui misurare tutto il resto, punto di vista che di fatto a Milano – crocevia di migranti dal dopoguerra ad oggi – non esiste. A meno di non trovarsi in quei posti là, con le bandiere verdi e il sole delle Alpi, nel qual caso chiedere chi vede cosa e da dove diventa del tutto secondario. Per noi è tutto un continuo, non c’è iato che tenga. Se troviamo qualcosa che ci parla nel buio, fosse Carosone, il pop thailandese o la polka bavarese, noi si piglia su e si porta a casa. È una specie di taccheggio democratico per mettere al sicuro le idee dal tasso di inflazione dell’oblio.
Paranza Vibes: Sicuramente al Nord ci sono più strutture organizzate e i Comuni sono più larghi di tasca, cioè investono di più su gli eventi live e culturali. Ma è proprio questa mancanza a rendere tanti gruppi del Sud speciali e perseveranti .. in altri termini capa tosta!
Se poteste prendere in prestito qualcosa dai Paranza Vibes/Figli di Madre Ignota, cosa chiedereste?
Figli di Madre Ignota: capicollo, pizza alle scarole, provola affumicata. Tutte cose che, una volta mangiate, non si possono restituire, purtroppo!
Paranza Vibes: La sezione fiati … visto che la nostra in questo momento è in fase di allestimento!

Scheda sui Figli di Madre Ignota
Scheda sui Paranza Vibes

Letizia Cavallaro

 
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