Festival di Villa Adriana: quando l’arte si fonde con la magia dell’antichità

VillaAdrianaTermeLa cornice è suggestiva, il programma anche: si presenta con un biglietto da visita di tutto rispetto la quarta edizione del Festival di Villa Adriana 2010, che prende il via a Tivoli il 15 giugno e si concluderà il 18 luglio. Un mese ricco di appuntamenti, in cui musica, danza e teatro daranno vita a una kermesse internazionale, con artisti provenienti da Italia, Spagna, Francia, Algeria, India, Belgio e Argentina, che animerà l’area delle Grandi Terme (nella foto a sinistra) di Villa Adriana.
I primi tre appuntamenti della manifestazione sono altrettante “prime” per il pubblico italiano.
Aprirà la danza, che sarà protagonista il 15 e 16 giugno con il coreografo e danzatore Akram Khan: “Gnosis” (che in greco significa “conoscenza”) è il titolo dell’assolo in cui l’artista anglo-indiano fonde la danza classica indiana con quella contemporanea, traendo spunto dal Mahabharata indù, per esplorare il percorso della conoscenza interiore. La coreografia di “Gnosis” è il risultato della collaborazione con i famosi maestri di Kathak Sri Pratap Pawar e Gauri Sharma Tripathi. Sul palco, con Khan, ci saranno musicisti provenienti da India, Regno Unito, Pakistan e Giappone, tra cui la percussionista Yoshie Sunahata del gruppo giapponese Kodo.
Ritmi e suggestioni asiatiche, con incursioni nella contemporaneità, saranno il leit motiv anche del secondo appuntamento della rassegna, che il 22 e 23 giugno propone “Songs of the wanderers” dei Cloud Gate Dance Theatre of Taiwan, la prima compagnia di danza contemporanea della comunità cinese, fondata nel 1973 dal coreografo Lin Hwai-min. Il nome del gruppo trae il nome dal Cloud Gate, la danza più antica conosciuta in Cina, un ballo rituale di 5000 anni fa.
L’ultimo evento di giugno sarà ancora all’insegna della danza: il 26 la Vertigo Dance Company si esibirà in “Mana. Vessel of light”, in cui la coreografa israeliana Noa Wertheim esplora la continua antitesi tra esteriorità e interiorità, maschile e femminile, interezza e vuoto. 

Un classico come “Pierino e il lupo” sarà protagonista della serata del 1 luglio, quando l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, diretta da Carlo Rizzari, eseguirà le musiche di Prokoviev, accompagnate dalla voce narrante dell’attore Filippo Timi) e la Settima Sinfonia di Beethoven.
Storie d’armi e d’amore interpretate dei pupi siciliani: sono questi gli ingredienti del nuovo spettacolo LocandinaFestivalVillaAdrianaTivolidel “cuntista” Mimmo Cuticchio, che il 4 luglio porta in scena i versi di “Tancredi e Clorinda”. Le musiche, di  Monteverdi, saranno eseguite dal vivo dell’Associazione per la Musica Antica Antonio Il Verso.
Il teatro circense di Victoria Thierreè Chaplin sarà di scena l’8, 9 e 10 luglio con “L’oratorio di Aurelia”, mentre il 13 la musica tornerà protagonista con il jazz di “Rava Noir”, l’album del 1997 che Enrico Rava reinterpreterà per gli spettatori del Festival. Il jazzista sarà accompagnato dai disegni di Altan, animati dal cartoonist Andrea Princivalli.
Il 16 e 17 luglio la danza esplora il linguaggio con tutte le sue sfaccettature nello spettacolo (in prima italiana) dal titolo esplicativo “Babel”, realizzato dal coreografo belga di origini marocchine Sidi Larbi Cherakoui. L’opera, che chiude la trilogia (dopo Foi e Mith) sulla potenza dei testi religiosi, sarà eseguita da 13 danzatori e 5 musicisti provenienti da 13 diversi paesi dei 5 continenti.
La chiusura del Festival di Villa Adriana, il 18 luglio, sarà affidato all’artista forse più atteso: Elvis Costello. Il cantautore inglese salirà sul palco con la band degli Sugarcanes, con cui ha pubblicato l’ultimo album “Secret, Profane & Sugarcanes”.
La ricchezza del programma della quarta edizione del Festival non deve far dimenticare la bellezza del luogo in cui esso si svolge: la Villa Adriana (che oggi sorge nell’omonima località del Comune di Tivoli), residenza imperiale fatta costruire dall’imperatore Adriano tra il 118 e il 138 d.c. In particolare, gli spettacoli si svolgeranno nei pressi delle Grandi Terme, uno dei due stabilimenti termali della villa, probabilmente destinato al personale. Le Piccole Terme, riccamente e finemente decorate, erano invece appannaggio della famiglia reale e degli ospiti di riguardo. Il sito è Patrimonio Unesco dal 1999.

Info & Biglietti

Enza Civale


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