Stop al Rototom

noprocessobobmarleyFino ad oggi è stato il più grande raduno reggae in tutta Europa richiamando appassionati da tutto il mondo. Adesso il Rototom Sunsplash di Osoppo, in Friuli, potrebbe diventare solo un miraggio. Perché gli organizzatori del festival hanno ricevuto diversi avvisi di garanzia per presunte infrazioni alla legge Fini-Giovanardi. Così, ieri, in tanti si sono ritrovati alla manifestazione “Non processate Bob Marley”, contro la chiusura del festival. E le polemiche sono finite sui giornali nazionali.

Il festival di cui parliamo aveva i riconoscimenti ufficiali della Regione Friuli Venezia Giulia, della Provincia di Udine, dell’Ente del turismo giamaicano e della Comunità Europea. L’area era diventata, come qualsiasi luogo in cui si ritrovano oltre 150 mila visitatori per lo più giovani, un forte richiamo per gli spacciatori. I numeri parlano di 340 arresti per spaccio, 18 kg di marijuana sequestrati, 2400 pastiglie di ecstasy, e ancora cocaina, eroina e hashish nel corso di diversi anni.
Così alla fine è arrivata una denuncia dalla Procura di Tolmezzo (Udine) al presidente dell’associazione Rototom organizzatrice dell’evento, Filippo Giunta, per l’ipotesi di reato di agevolazione dell’uso di sostanze stupefacenti in luogo pubblico sulla base dell’articolo 79 della legge Fini Giovanardi. “Un’accusa fragile e paradossale per questo festival che ha sempre collaborato con le forze di sicurezza”, hanno ribattuto dall’organizzazione. Il pm, nel suo avviso di iscrizione al registro degli indagati, non si ferma alle accuse contro il festival e i suoi organizzatori, ma si spinge a criminalizzare “le suggestioni culturali riconducibili all’ideologia rastafariana che prevede l’associazione tra musica reggae e marijuana”.
Se quindi è la stessa cultura reggae ad essere considerata fuorilegge, allora questo potrebbe essere un precedente per giustificare il divieto di organizzare qualsiasi concerto, serata o festa reggae tra amici, perché tutti contro la legge.
Ma la denuncia è partita e ora il Sunsplash dovrà trovare una nuova destinazione visto che l’unica certezza è che non si svolgerà a Udine la prossima estate.

Perdere il Rototom Sunsplash Festival non significa però perdere solo un grande concerto di musica reggae. Significa avere un “impoverimento sul piano culturale ed etico prima di tutto” come ha detto il sindaco di Udine, Furio Honsell. Perché durante il festival si organizzavano anche dibattiti e forum sui temi dell’antirazzismo, dell’antiproibizionismo delle droghe leggere, della non violenza e dell’anticolonialismo. Così è partito il tam tam mediatico e alla fine è stata organizzata la serata di ieri, una sorta di saluto in grande al Festival. Circa duemila ragazzi hanno invaso piazza Matteotti a Udine per manifestare la propria solidarietà a tutta l’organizzazione del festival. Gandhi, Madre Teresa di Calcutta, Lao Tzu, Nimoller con i loro pensieri di pace occupavano i quattro angoli della piazza mentre i giovani ballavano, cantavano, facevano yoga. Con loro tantissimi artisti hanno voluto prendere parte alla serata, come gli Africa Unite, Br Stylers, Mellow Mood e molti altri hanno dato il loro sostegno, tra questi Vinicio Capossela, Altan e don Luigi Ciotti.
Un vero e proprio indotto economico che faceva registrare il tutto esaurito nel raggio di 30 km e che ora invece andrà in fumo. Dalla parte del festival si sono schierati Moni Ovadia, Beppino Englaro che ha detto “non riconosco in questa vicenda la mia terra, il Friuli, aperto e tollerante”, Giuliano Giuliani, Beppe Grillo (che è intervenuto in diretta alla manifestazione), e ancora Ignazio Marino, Elisa, Subsonica, tutti convinti che l’Italia rischia di vivere un precedente che potrebbe mettere a rischio moltissime altre manifestazioni.
Tutti insieme, ieri, per questa battaglia di libertà, per lottare a favore della sopravvivenza di un festival, perché affermare che “le suggestioni culturali del reggae” avrebbero indotto il pubblico a utilizzare la marijuana non è una giustificazione per far saltare un festival. E perché i giovani hanno ancora il diritto di vedere il sole fare “splash”, al mattino, quando schizza fuori dal mare.

Marianna Lepore


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