Quando le donne parlano di donne

Taglia e cuci, Marjane Satrapi, traduzione Daniela Papa, Rizzoli Lizard, 144 pagine, 13 €

tagliaecuciUn racconto ironico sulla vita delle donne fatto senza peli sulla lingua: è il libro a fumetti dell’iraniana Marjane Satrapi, ormai da anni in Francia, conosciuta al grande pubblico per essere l’autrice di Persepolis.

Ma se in quel primo libro raccontava la sua infanzia e adolescenza nella vecchia Persia qui l’autrice si sofferma sul luogo simbolo per le donne: la casa.
Per secoli sono stati gli uomini ad avere il predominio sull’ambiente esterno e le donne potevano solo essere regine della casa. Se la situazione, in Europa, sembra parzialmente cambiata, nel mondo iraniano è ancora così. 
Si prova quasi invidia per le protagoniste del libro che, dopo il pranzo, si riuniscono e iniziano a parlare della loro vita, complice una tazza di tè. Una lunga serie di confidenze tra donne alla cui guida c’è la nonna di Marjane. E non è solo il disegno a renderla molto più giovane delle nonne occidentali a cui siamo abituati ma sono anche i suoi racconti a farla sembrare decisamente fuori dagli schemi. Lei che per rispetto chiama ancora il marito per cognome, Satrapi, ma in realtà nel farlo sembra ripetutamente prenderlo in giro. Una donna oppiomane con una vita sentimentale intensa che è padrona assoluta di quella casa e partecipa con gusto alle storie raccontate dalla nipote.
Discussioni tra donne che hanno l’obiettivo di calmare i propri animi perché “sparlare degli altri è tonificante per il cuore”. Donne complici che raccontano i problemi affrontati nel corso degli anni: dai mariti in crisi di mezza età che scappano dietro alle ragazze e poi tornano attratti dalle loro compagne (dopo interventi estetici di cui neanche si accorgono), alle operazioni, sempre più diffuse, per “farsi ricucire” e nascondere ai futuri mariti di non essere più vergini, fino ai matrimoni combinati con ricchi iraniani residenti in occidente che poi invece si scopre essere omosessuali. Discorsi che sorprendono in bocca a queste donne che troppo spesso sono discriminate dalla loro cultura. 
Alla fine è sempre una risata, del lettore e delle donne protagoniste, che fa girare pagina e quasi contagia. Il tutto in un unico pomeriggio tra signore, madri, figlie, zie e nipoti, in poche pagine che scorrono via veloci e raccontano, al di sopra di ogni stereotipo, la situazione femminile in Iran.

Marianna Lepore

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