L’incantesimo dello Strega

vincitoreStrega030709Le polemiche erano scoppiate già all’inizio, ancora prima che le nomination per il Premio Strega fossero ufficiali. Scrittori che rinunciavano di parteciparvi e case editrici che, dopo le ultime edizioni, non prendevano nemmeno in considerazione questo Premio.
Alla fine la gara è stata al fotofinish e le indiscrezioni si sono rivelate esatte.

Vince Stabat Mater di Tiziano Scarpa edito da Einaudi. Quindi vince Mondadori, visto che Einaudi rientra nella galassia della casa editrice milanese. E’ il terzo anno consecutivo (dopo le vittorie di Ammaniti e di Giordano) che la casa milanese viene incoronata. “Negli ultimi dieci anni la Mondadori si è portata a casa il premio ben sei volte”, commenta Vittorio Avanzino della romana Newton Compton.
Come a dire che la prossima volta varrebbe quasi la pena non provarci proprio: c’è, infatti, chi già ironizza sul vincitore 2010, sicuramente Mondadoriano. C’è da chiedersi però se tutto questo faccia bene ai libri e ai lettori superstiti o sia solo un modo per distribuire titoli e occupare le pagine dei giornali.
Almeno, in questo caso, c’è stata la suspence fino all’ultimo, perché il libro di Scarpa ha battuto Il bambino che sognava la fine del mondo di Antonio Scurati per un solo voto, 119 a 118. Una vittoria al fotofinish durata ben oltre la mezzanotte. La serata, infatti, è cominciata con un clamoroso ritardo rispetto alla formula di rito, che prevedeva un inizio alle 21.30, con il presidente di seggio Paolo Giordano, vincitore della scorsa edizione, affiancato dal direttore della Fondazione Bellonci Tullio De Mauro, per il via allo scrutinio delle preferenze espresse dai 400 Amici della domenica, il corpo elettorale del premio. Il via c’è stato, ma solo molto dopo le 23.
Il drammatico testa a testa sotto la pioggia è avvenuto davanti a molti volti noti: da Cesare Romiti a Paolo Mieli, dal sindaco di Roma Gianni Alemanno a Walter Veltroni, da Lilli Gruber a Gherardo Colombo.
E se Scarpa viveva i momenti di attesa in tranquillità, c’era invece Antonio Scurati che aggiungeva il disagio di quei minuti a quello già sopportato nei giorni precedenti. “Ci sono state polemiche molto basse ed è una cosa un po’ triste. – ha detto lo scrittore –  E’ molto sgradevole, però in sintonia con il clima generale del Paese: tutto ciò che accende una ribalta porta con sé un discredito anziché un accredito”.
Il terzo posto va invece a Massimo Lugli con L’istinto del lupo, NewtonCompton e quarta classificata è la settantenne Cesarina Vighy con L’ultima estate, Fazi.
Ora che il premio è stato assegnato, il sipario sulla letteratura può momentaneamente calare. Certo resta da chiedersi quanti dei libri che hanno partecipato al premio saranno sfogliati sotto gli ombrelloni quest’estate. Perché in Italia si legge poco e questa non è una notizia. Però se i premi letterari, tra le tante variabili, prendessero in considerazione anche i gusti dei lettori, forse si potrebbero ottenere risultati migliori.
Le polemiche, comunque, sono appena iniziate. C’è sempre tempo per aspettare una nuova risposta.
 
Marianna Lepore

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