Forse si baceranno, domani

sibacerannodomaniSantiago070709Una Cuba diversa da quello che avevamo immaginato, in cui un Fidel appena insediato delude in poco tempo le aspettative dei tanti che lo avevano sostenuto. Si Baceranno Domani, di Eduardo Santiago edito da Cavallo di Ferro, racconta la vita di tre donne, Graciela, Imperio e Caridad, che si sono lasciate alle spalle Palamagria per il Nuovo Mondo.

Quello che le tre donne troveranno una volta arrivate in Florida non è molto diverso da quello che trovavano gli italiani che emigravano in America o quello che trovano oggi i tanti che cercano di arrivare sulle nostre coste. La realtà è molto diversa da quella che raccontano le telenovelas a cui tutte e tre le donne (tutte perfettamente riconoscibili grazie ad una narrazione che riesce a diversificare le loro voci senza farle mai confondere) sono particolarmente legate. Ogni santa mattina nel gelo urbano di Union City, New Jersey, salgono su uno scalcagnato furgone giallo di seconda mano guidato da Caridad e attraversano la periferia grigia ricoperta dalla neve per arrivare in fabbrica. Lì ogni giorno saranno davanti alla stessa catena di montaggio per assemblare bambole per le bionde figlie del sogno americano.
Quelle bambole, però, non sono accessibili alle loro bambine perché costano troppo e così, piccolo furto dopo piccolo furto, alcune delle protagoniste assemblano in casa altre bambole da regalare alle loro figlie. Ma sono bambole acefale perché i capi della fabbrica non si fidano delle cubane, e le teste le assemblano altre operaie.
Una discriminazione mai nascosta nel libro, in cui la sfiducia degli americani verso i cubani è ricambiata, così come quella degli stessi cubani contro i neri, da anni ormai nel nuovo mondo e per questo meno emarginati.
La telenovela di turno che Graciela, Caridad e Imperio seguono ogni sera resta lì sullo sfondo, quasi confondendosi con la storia reale. Perché, al contrario della vita reale, si sa già che andrà a finire bene: lui e lei si sposeranno e vivranno felici e contenti. L’unico interrogativo che tiene il cuore in sospeso e su cui queste donne scommettono ogni giorno è: si baceranno domani?
Solo Graciela indovinerà la risposta, perché anche la sua vita inizierà ad assomigliare ad una telenovela. Lei è l’unica capace di adattarsi al nuovo mondo, l’unica che prova a impararne la lingua, che prova a seguirne le mode. E’ facile farlo per lei, perché a casa a Cuba ha lasciato un “vergognoso passato”, per questo non vuol tornare sull’isola e spera di trovare in America un amore con cui condividere il resto dei suoi giorni.

Così se pagina dopo pagina scopriamo tutti i segreti di Graciela grazie al racconto delle altre donne, sarà solo nell’ultimo capitolo che la vera protagonista del libro racconterà  dettagli delle sue amiche perfettine.
Sullo sfondo restano Cuba e Miami, i pettegolezzi, il caldo cubano e il freddo del New Jersey, le assurdità di due mondi totalmente diversi, le speranze verso la rivoluzione di Castro, l’embargo, i voli della libertà e le barche della mezzanotte. Nel mezzo ci sono gli inventari dettagliati a cui erano sottoposti tutti quelli che facevano domanda di espatrio. Non mancano le risate, numerose, di queste donne: risate a volte nascoste e a volte no, che riempiono i silenzi dei loro uomini, oggi totalmente incapaci di aiutarle nel nuovo mondo.
Un romanzo, il primo di Eduardo Santiago (pubblicato l’anno scorso), costruito proprio come una telenovela. Senza dimenticare però di affrontare tematiche molto attuali a qualsiasi latitudine: dal razzismo all’embargo, dalla dittatura all’esilio. E poi quel bacio, che arriverà e farà sognare non solo Graciela ma anche il lettore.

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Marianna Lepore

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