Saramago, una vita libera

Saramago alla consegna del NobelJosè Saramago, premio Nobel per la letteratura, certamente uno dei più grandi scrittori portoghesi ed europei della storia, è morto a 87 anni nella sua casa alle isole Canarie, dove viveva da quando nel suo paese scoppiarono grandi polemiche per il romanzo “Il Vangelo secondo Gesù Cristo“, pubblicato nel 1991. Il libro fu attaccato dalla Chiesa cattolica che infatti ancora oggi, sull’Osservatore Romano, non perde occasione per scrivere contro lo scrittore appena deceduto.

Un nuovo attacco che probabilmente farà solo aumentare la fama postuma dello scrittore che nonostante la sua età non aveva mai smesso di lottare per le cause che riteneva giuste, come è accaduto recentemente, quando di lui si è parlato molto in Italia per la sua limpida e secca presa di posizione contro Berlusconi, che pure è stato il suo editore italiano per molto tempo.
Infatti la casa editrice Einaudi, che appartiene appunto alla Mondadori del Premier in carica, si era rifiutata di pubblicare uno dei suoi ultimi libri, “il Quaderno”, che raccoglieva articoli del suo blog con posizioni molto critiche, per usare un eufemismo, contro il populismo dittatoriale di Berlusconi. Saramago ne sapeva di dittature, in quanto comunista iscritto al partito clandestino durante la dittatura di Salazar in Portogallo, e vedeva chiaramente i pericoli che il nostro attuale governo rappresenta per la democrazia. Più chiaramente e con più coraggio di molti intellettuali e scrittori italiani che non osano prendere posizione contro uno dei maggiori editori nazionali, una delle tante ricadute del conflitto di interessi. 
La Chiesa cattolica invece se la prende con la passione laica di Saramago, che nel “Vangelo secondo Gesù Cristo” dipinge un messia involontario, che cerca di sfuggire al suo destino perché si rende conto di ciò che la Chiesa diventerà: un’istituzione intollerante e violenta capace di opprimere l’umanità per secoli. Ma il messaggio più importante del libro, e di tanti altri libri dello scrittore portoghese, è che non si deve accettare di compiere il male solo perché tutti dicono che si tratta di un bene, nemmeno se viene presentato come “la volontà di Dio”.
Una grande lezione che si spera continui a vivere molto oltre la vita mortale dello scrittore, che oggi se ne è andato ma fino all’ultimo non ha mai avuto paura di prendere posizione contro le ingiustizie e le ipocrisie del mondo, non ha mai smesso di essere un intellettuale scomodo, eretico, libero. 

Francesco Defferrari

Il blog dello scrittore

Al primo posto la bontà, la virtù più disprezzata (intervista a Saramago su Repubblica)
I nuovi fascismi mascherati e la sinistra smarrita (intervista da il Fatto quotidiano)
La disoccupazione è un crimine contro l’umanità (articolo tradotto dal suo blog)
La corruzione non importa a nessuno (Saramago sull’Italia, intervista a El Mundo)
La cosa Berlusconi (articolo su El Pais)
Corruzione, l’Italia esca dalla sua apatia (articolo sul blog)
Fino a quando, Berlusconi, abuserai della nostra pazienza? (articolo dal blog)


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