Vento forte tra Lacedonia e Candela

VentoFortetraLacedoniaeCandelaUn viaggio nei paesi dell’Irpinia, con un fuori tema nella Val Germanasca (al confine con la Francia) e nel Sannio, un viaggio in paesi conosciuti da giovane e poi distrutti dalla ricostruzione post terremoto: Vento forte tra Lacedonia e Candela è un vero esercizio di paesologia. Aperto a tutti: agli amanti di questi piccoli paesi e a chi questi nomi non li ha mai sentiti.

Franco Arminio è un “paesologo”: i paesi li guarda, li annusa, li ascolta, li analizza e li racconta. La paesologia è una forma di attenzione. È uno sguardo lento, dilatato, verso queste creature che per secoli sono rimaste identiche a se stesse e ora sono in fuga dalla loro forma. Arminio passa il suo tempo a viaggiare nei paesi, vicini e lontani. A studiarne le piazze, i cimiteri, le scuole. A parlare con la gente del posto, quando trova qualcuno disponibile a farlo. Raccoglie i suoi appunti e poi li mette insieme, dando conto al lettore anche di quei dettagli che sembrano non importanti.
Ha fatto lo stesso anche per questo libro, vincitore del Premio Napoli 2009 nella sezione letteratura italiana.
Ha classificato i posti visitati, tra paesi a oltranza e paesi dell’orlo, tutti però accomunati da una nuovissima malattia. “Di cosa si tratta? Di desolazione. Per secoli o forse millenni i paesi sono stati poveri ma, anche se modesta, la vita che si svolgeva un tempo era piena. Ogni persona stava nel suo paese come un pesce dentro al lago. Adesso pare che tutti stiano in un secchio rotto.”

I paesi devono fare inevitabilmente i conti con una frenesia, quella del vivere contemporaneo, con cui è difficile andare d’accordo. Così si svuotano, restano i vecchi, i malati e le storie quasi si perdono. Sono dei paesi totalmente trasformati da una stagione all’altra, dall’inverno all’estate. Il turista che ci arriva con il caldo e il sole a picco noterà solo il silenzio, il buon cibo, l’aria pungente. Poi andrà via e non farà in tempo a vederne “il tempo vissuto senza letizia”.
Arminio cerca di ricostruire i paesi attraverso il vecchio alfabeto di una volta: ma non c’è più spazio per la a di asino, la m di mulo o la c di contadino. L’unica lettera del nuovo alfabeto è la d, di desolazione.

Un viaggio, questo in Irpinia, che si scontra inevitabilmente con l’analisi della ricostruzione post terremoto, a volte terrificante per gli esiti che ha avuto. Con alcuni paesi che oggi hanno un centro storico quasi totalmente disabitato. La gente ha preferito spostarsi nei nuovi palazzoni, uguali, lontani dalle radici.
Un libro per cercare di capire, forse anche per evitare il ripetersi degli stessi errori in altre zone. Un libro, però, che racconta non chi parte ma chi resta. Perché la paesologia è la disciplina che segue chi non avanza a vele spiegate, ma inciampa, chi sente la vita che si guasta giorno per giorno, paese per paese.

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Marianna Lepore

 

 

 

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