Non c’è Fiera senza polemica

La ventiduesima edizione della Fiera del Libro di Torino è partita stamattina, ancora una volta, tra le polemiche. L’anno scorso a scaldare gli animi era stata la partecipazione di Israele come ospite d’onore. Quest’anno la scelta è ricaduta invece sull’Egitto.

Decisione non meno controversa, che ha suscitato le proteste dei gruppo filo-palestinesi che, nella notte di ieri ,hanno coperto con delle lenzuola con su scritto “Free Gaza” and “Egitto go home” la sfinge che promuove il museo egizio all’imbocco dell’autostrada per Milano. “L’Egitto – si legge sul sito Indymedia Piemonte si trova oggi in uno stato di complicità con le potenze occidentali e con l’occupazione israeliana in Palestina”. Indymedia cita il caso del Valico di Rafah, unico accesso al territorio della Striscia di Gaza non gestito direttamente dall’occupazione israeliana, attraverso cui l’Egitto, dopo l’embargo del 2006, ha impedito la libera circolazione di persona e di merci “contribuendo a stringere il cappio intorno al collo di una popolazione fra le più disagiate del pianeta”.

Ma quella contro l’Egitto non è l’unica polemica che accompagna la fiera. Questa volta la protesta viene dagli stessi organizzatori che hanno scritto una lettera aperta  al governo cubano per le restrizioni che impediscono alla blogger cubana  Yoàni Sanchez di venire a Torino, dove era stata invitata per parlare del suo libro “Cuba Libre”, pubblicato quest’anno da Rizzoli. “Desideriamo esprimerLe tutto il nostro rammarico – si legge nella lettera indirizzata a Raùl Castro – L’assenza di questa giovane donna non è solo una limitazione del suo diritto di viaggiare liberamente, ma lede anche lo spirito libero, la passione per le idee, il piacere del confronto che animano la Fiera di Torino, e quanti pensano che il libro sia un fondamentale strumento di crescita personale e collettiva”. Un appello che tutti possono sottoscrivere sul sito dell’evento o presso la stand della Rizzoli.

Dalla Fiera delle polemiche – che a volte si rivelano tutt’altro che controproducenti- gli organizzatori si aspettano quest’anno grandi numeri, nonostante non sia un bel momento per la cultura torinese, protagonista negli scorsi anni della rinascita della città. A causa dei pesanti tagli da parte del governo e della riduzione degli investimenti da parte delle fondazioni bancarie, molte manifestazioni sono state cancellate ed enti e associazioni culturali sono stati costretti a ridimensionarsi, tanto che nei mesi scorsi si è paventata addirittura l’ipotesi di rendere biennali i grandi eventi cittadini come la Fiera, Artissima e il Torino Film Festival.  Alla crisi, la Fiera del Libro ha risposto risparmiando su gadget e allestimenti, ma non rinunciando a sperare di superare gli ottimi risultati degli anni precedenti in termini di visitatori. Solo lunedì 18 maggio, giorno finale dell’evento, i numeri diranno se le previsioni sono state indovinate o incautamente ottimiste.

Letizia Cavallaro

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