La vita di John Keats

Bright Star, vita autentica di John Keats, copertinaJohn Keats è uno dei più famosi poeti inglesi di sempre, precursore del romanticismo insieme a Byron e Shelley. Ma tutta questa fama non poteva nemmeno immaginarla nella sua breve vita, spenta dalla tubercolosi in un piccolo appartamento di Piazza di Spagna, a Roma, nel 1821, quando aveva soltanto 26 anni. Nonostante la frase che volle scritta sulla sua tomba “Qui giace uno il cui nome fu scritto sull’acqua”, Keats ci ha lasciato molte opere e molte lettere e ha avuto un impatto duraturo sia sulle persone che lo hanno conosciuto sia su molti altri nati e vissuti dopo di lui, fino ai giorni nostri.

Shelley, anche lui sepolto nel cimitero degli inglesi a Roma, scrisse per la morte di Keats l’elegia Adonais. L’amico pittore John Severn, che lo aveva accompagnato a Roma e assistito negli ultimi giorni, morì molto più anziano, nel 1881, ma volle essere sepolto accanto a Keats, che nel corso dell’ottocento, anche grazie all’opera degli amici, era stato riscoperto ed era divenuto un poeta famoso.
Il 23 aprile dovrebbe uscire anche in Italia, con un certo ritardo rispetto al resto del mondo, il film di Jane Campion dedicato alla tragica storia d’amore fra Keats e Fanny Brawne. Nel nostro paese intanto la Fazi editore ha pubblicato una biografia del poeta inglese, “Bright Star: La vita autentica di John Keats“, l’unica al momento pubblicata in italiano. 
Nel libro lo scrittore ed editore Elido Fazi racconta tre anni della vita di Keats, dall’estate del 1816 all’estate del 1819, e attraverso le sue lettere e le sue poesie ricostruisce come in un romanzo un periodo fondamentale della vita del poeta. Nell’estate del 1816 Keats ha appena finito i suoi esami di medicina e pubblicato la sua prima poesia. E’ già orfano di entrambi i genitori, ma inizia a frequentare l’ambiente letterario, in particolare Leigh Hunt, poeta ed editore considerato all’epoca un radicale. Nei tre anni seguenti Keats decide di abbandonare la progettata carriera di medico per dedicarsi completamente alla poesia, che considera un compito sacro, la ricerca della bellezza e della verità del mondo. Ma le difficoltà economiche si fanno sempre più gravi, anche perché il fratello George brucia con investimenti sbagliati le risorse della famiglia, le sue poesie vengono ignorate e attaccate ferocemente dalla critica conservatrice e lo stesso ambiente letterario “progressista”, pieno di invidie e meschinità, lo delude. L’altro fratello Tom muore a 19 anni di tubercolosi, come era successo alla madre, ma in questo periodo difficile conosce anche Fanny Brawne, che all’inizio gli sembra una ragazza superficiale, ma di cui poi si innamora perdutamente. 
La biografia di Elido Fazi sceglie tre anni fondamentali nella vita di Keats, quelli in cui si compie la maggior parte della sua produzione letteraria. Tre anni inquieti, pieni di difficoltà e preoccupazioni, eppure sufficienti per diventare uno dei poeti più noti al mondo. L’ultimo anno e mezzo della vita del poeta è il finale appena accennato della biografia, solo il tempo per progettare una vita insieme a Fanny e perderla, ucciso dalla tubercolosi. Nell’ottobre del 1819 i due giovani arriveranno infatti al fidanzamento ufficiale, ma poco più di tre mesi dopo Keats scoprirà di essere malato. Nel settembre del 1820 partirà per l’Italia, nella speranza di trovare un inverno più mite di quello inglese e guarire. Il viaggio, compresa una lunga quarantena nel porto di Napoli, durerà due mesi, aggravando le sue condizioni di salute. A Roma vivrà soltanto 3 mesi, sofferente e malato, senza lasciare quasi mai la stanza che aveva preso in affitto con Severn.
La vita di Keats appare a noi sicuramente la più “autentica” rispetto alle vite degli altri due grandi poeti del romanticismo inglese, Byron e Shelley, che provenivano da famiglie nobili e ricche, raggiunsero in vita una notevole fama e vissero cercando di superare ogni limite, fino a morire entrambi giovani, il primo combattendo per la libertà della Grecia e il secondo in un naufragio nel Mar Ligure. Keats invece, anche se come loro ha scritto opere piene di romanticismo e passione, proveniva da una famiglia modesta, doveva affrontare difficoltà economiche e temeva di non poter mai raggiungere il successo letterario. Il sogno di riuscire a mantenersi con la sua poesia e sposare la donna amata fu spezzato dalla malattia, ma come scrisse Shelley nella sua elegia “il suo fato e la sua fama saranno un eco e una luce nell’eternità”. 

Francesco Defferrari

 
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