Alda Merini e la poesia

Alda MeriniNon si può spiegare o riassumere in poche righe la vita e l’opera di un poeta, l’unico modo per conoscerlo è leggere quello che ha scritto. Alda Merini ha scritto tanti libri, quasi tutti di poesia, per parlare soprattutto d’amore. Era nata a Milano nel 1931, il primo giorno di primavera, e durante la sua vita ha attraversato e contribuito a creare la letteratura italiana del novecento.

A vent’anni scrive già da parecchio tempo e conosce Montale e Quasimodo, ma la sua vita viene spezzata dall’esperienza del manicomio. Internata diverse volte negli anni 60 e 70, un’esperienza che considerava dolorosa soprattutto perché le vennero tolti i figli, Alda Merini riesce tuttavia a trarre bellezza e poesia dalla sua storia di sofferenza ed emarginazione. Negli anni 80 e soprattutto negli anni 90 la sua vita diventa più stabile, nel 1993 vince il premio Montale e beneficia della legge Bacchelli, che le permette di uscire da uno stato di costante indigenza e povertà. Negli ultimi vent’anni diventa sempre più nota al grande pubblico, appare diverse volte in televisione, continua a scrivere e a pubblicare libri di poesie. Dario Fo la propone per il Nobel, anche se la poetessa non è stata molto tradotta all’estero, Roberto Vecchioni le dedica una canzone, Milva canta le sue poesie, partecipa a diversi spettacoli teatrali. 
La fama raggiunta non la scuote più di tanto, continua a vivere nella stessa casa di sempre, disordinata e caotica, noncurante del denaro tanto che il comune le porta ogni giorno i pasti caldi. Ma ad Alda Merini non importava molto vivere come le persone “normali”, in una casa ricca e ordinata. La sua presenza e la sua vita erano l’incarnazione stessa della poesia: aveva sempre qualcosa di importante e bellissimo da dire, sembrava sapere tutto dell’amore e della solitudine, o almeno parecchio più degli altri. E aveva visitato i luoghi più tristi e oscuri dell’umanità. Oggi Alda Merini è morta ma continua a vivere nel mondo in cui possono vivere i poeti fino a quando qualcuno leggerà quello che hanno scritto. L’aspetto più triste della sua morte è il fatto che lei, anche se non era più giovanissima, continuava a scrivere bellissime poesie e non sembra che oggi ci siano molti giovani poeti in grado di riempire il vuoto che lascia. E in un periodo storico in cui l’Italia certamente ha moltissimo squallore e pochissima poesia, si spera che Alda Merini, che grazie alla sua storia, alla sua vita e ai suoi versi è riuscita a farsi ascoltare, continui ad ispirare un pò di poesia anche per il futuro di questo paese.

Francesco Defferrari

www.aldamerini.it il sito realizzato dalle quattro figlie della poetessa in memoria della madre: “Ci presentiamo siamo Emanuela, Barbara, Flavia e Simonetta, le quattro figlie della poetessa recentemente scomparsa Alda Merini. I tristi rintocchi funebri delle campane del Duomo di Milano pesano ancora sui nostri cuori mentre ricordiamo quello che raccontava di noi: «Ho avuto quattro figlie. Allevate poi da altre famiglie. Non so neppure come ho trovato il tempo per farle. Si chiamano Emanuela, Barbara, Flavia e Simonetta. A loro raccomando sempre di non dire che sono figlie della poetessa Alda Merini. Quella pazza. Rispondono che io sono la loro mamma e basta, che non si vergognano di me. Mi commuovono» Nonostante le parole della nostra amatissima madre siamo onorate di comunicare che in sua memoria abbiamo fortemente voluto la realizzazione del sito internet www.aldamerini.it Un’antologia in ricordo di Alda, un elogio all”ape furibonda”, alla sua figura di scrittrice e madre perché «Niente per una donna è più simile al paradiso di un figlio che le farà sognare l’amore per sempre…».

Non ho bisogno di denaro. 
Ho bisogno di sentimenti, 
di parole, di parole scelte sapientemente, 
di fiori detti pensieri, 
di rose dette presenze, 
di sogni che abitino gli alberi, 
di canzoni che facciano danzare le statue, 
di stelle che mormorino all’ orecchio degli amanti. 
Ho bisogno di poesia, 
questa magia che brucia la pesantezza delle parole, 
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

Amore non dannarmi al mio destino
tienimi aperte tutte le stagioni
fa che il mio grande e tiepido declino
non si addormenti lungo le pulsioni
metti al passivo tutte le passioni
dormi teneramente sul cuscino
dove crescono provvide ambizioni
d’amore e di passione universale,
toglimi tutto e non mi fare male.

Alda Merini


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