A raccomandarmi ci pensa papà

Gli affari di famiglia, Filippo Astone, Longanesi, 368 pagine, € 18,60
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Sono giorni che il divorzio di Silvio Berlusconi dalla seconda moglie Veronica Lario occupa le pagine dei giornali. E al di là dei pettegolezzi, delle soubrette e delle feste di compleanno resta sempre sullo sfondo un problema non di secondo piano: l’eredità del nostro presidente del Consiglio.

Uno fra i tanti motivi che avrebbe fatto scattare la mosca al naso alla ex consorte del fondatore dell’impero Mediaset, sarebbe proprio la posizione, non definita, dei tre figli minori dell’anziano premier. I giovani Berlusconi, pur volendo, non riuscirebbero mai, infatti, a fare tutta la strada che i fratelli maggiori, Marina e Pier Silvio, hanno già percorso.

Fatti e misfatti della nuova generazione di padroni è il sottotitolo del libro Gli affari di famiglia di Filippo Astone, giornalista del Mondo, edito da Longanesi (in uscita il 21 maggio) che esamina anche l’eredità del Cavaliere.
Nel libro si analizza il ricambio generazionale delle grandi famiglie imprenditoriali italiane: la storia di 44 rampolli, anche i Berlusconi, che rappresentano benissimo il nostro sistema capitalistico.
Non tutti i “figli di” hanno le stesse capacità dei genitori, alcuni, infatti, riescono a distruggere totalmente il capitale faticosamente accumulato dai loro padri. Ma se alcune dinastie scompaiono, molte altre restano lì, negli anni, dimostrando come il capitalismo italiano sia familiare, totalmente immobile.

L’eredità Agnelli, Benetton, Moratti, Marzotto, Ligresti, Merloni: sono tutte analizzate e classificate nel libro. Non si sa, invece, ancora nulla dell’eredità di Silvio Berlusconi. Il Presidente del Consiglio, infatti, non ha ancora detto come intende gestire la sua successione, forte, probabilmente, dell’idea di vivere fino a 120 anni. “Non ha creato una holding destinata a mantenere l’unità del suo gruppo industriale e a definire i ruoli di comando”, scrive il giornalista del Mondo. Così se i figli di Veronica dovessero rimanere nell’ombra, per loro potrebbe esserci subito un regalo preparato dal papi. “Da anni in Fininvest giace un miliardo di euro completamente inutilizzato” e invece di investirlo nessuno lo tocca, forse perché potrebbe essere “la futura eredità per i figli”.

Nel libro Filippo Astone non segue il detto secondo cui “i panni sporchi si lavano in famiglia” e ritrae il futuro di queste famiglie perché in fondo è anche il futuro dell’azienda Italia. Così c’è chi ha distrutto il tesoro lasciato dal padre, chi sta per prendere il potere, chi è riuscito a fare meglio del papà, ma anche chi è entrato in guerra pubblicamente con il potente genitore.
Non tutti hanno il coraggio di rinnegare i propri padri e allora il libro classifica i “tesori di papà” in base ai risultati che hanno prodotto, senza sconti per nessuno. Fatti e misfatti della nuova generazione dei padroni, che potremo divorare quest’estate. 

Marianna Lepore

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