Il Torino Film Festival di Gianni Amelio

TorinofilmFestivalTra sette giorni partirà la ventisettesima edizione del Torino Film Festival, la prima sotto la direzione di Gianni Amelio. Dopo aver visionato 3500 film, alla fine i titoli proposti saranno 254, di cui 42 anteprime mondiali e 74 anteprime nazionali. Prendere il posto di Nanni Moretti non sarà facile, soprattutto perché tutti i giornali glielo ricordano di continuo. Ma Amelio non teme paragoni e va avanti per la sua strada.

“Il mio Torino Film Festival sarà all’insegna del rigore nella passione – ha detto il regista – non ha una visione chiusa, rigida e personale, ma viene alimentato dalla generosità dello sguardo e dalla volontà di infettare e condividere con gli altri il proprio amore.”
Questa edizione servirà ad Amelio anche per studiare bene l’evento, perché dall’anno prossimo il festival di Roma slitterà come date e quindi sarà pericolosamente a ridosso con quello della citta piemontese.
I grandi protagonisti sono assicurati: da Francis Ford Coppola che presenta Tetro – Segreti di famiglia, a Emir Kusturica, che proporrà la versione integrale di Underground e ritirerà il Gran Premio Torino (un riconoscimento per quei registi che hanno contribuito al rinnovamento del linguaggio cinematografico), da Charlotte Rampling a Mario Monicelli, di cui verrà proposta la versione restaurata di Risate di gioia. Nella sezione “Figli e Amanti” sei registi italiani mostreranno al pubblico il film che li ha spinti a diventare registi. Paolo Sorrentino parlerà di Roma di Fellini, Matteo Garrone di Io la conoscevo bene di Pietrangeli, Bellocchio di Giuseppe Verdi di Gallone, ma sono anche attesi Davide Ferrario con Il processo di Welles, Gianni Zanasi con Effetto notte di Truffaut, Mario Martone con Ricordi della casa gialla di Monteiro.
Giovedì 19 si celebrerà l’Hitchcock Day, con le proiezioni di Call if you need me di James Lee, Double Take di Johan Grimonprez e di Un sourire malicieux éclare son visage di Christelle Lheureux.
Il film di apertura sarà Nowhere Boy di Sam Taylor Wood: un lungometraggio sull’adolescenza di John Lennon fino all’incontro con Paul McCartney con cui fonderà i Beatles. Storia tratta dal libro della sorellastra del cantante, Julia Baird, “Imagine: growing up with my brother John Lennon”.
Il tema della musica sarà protagonista dell’intera rassegna, tanto che anche il film di chiusura sarà in qualche modo legato ad un cantante: Lulu & Jimi del tedesco Oskar Roehler, in cui il protagonista si innamora delle canzoni di Elvis Presley.
Non mancherà poi il tema del terrorismo, affrontato nel film La cosa giusta di Marco Campogiani in cui c’è un arabo sospetto controllato da due poliziotti, Ennio Fantastichini e Paolo Briguglia.

Marianna Lepore


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