Bright Star, la storia di Keats e Fanny

Bright star movie

Tra i film in concorso al Festival di Cannes c’è anche Bright Star di Jane Campion, la regista già Palma d’Oro per Lezioni di Piano nel 1993 e anche quest’anno tra i possibili vincitori. Il film racconta la tragica storia d’amore tra il poeta John Keats e Fanny Brawne. Ora uno dei più noti poeti in lingua inglese, Keats fu però riscoperto solo dal tardo romanticismo. In vita, anche se riuscì a pubblicare le sue opere, non divenne mai famoso nè tantomeno ricco e, anzi, le sue poesie furono fatte a pezzi dai critici. 

Keats, nel film interpretato da Ben Whishaw, conobbe Fanny, interpretata da Abbie Cornish, a casa dell’amico Charles Brown nel 1818 e ben presto se ne innamorò. Lei aveva 18 anni, lui 23 ma aveva già perduto la madre di tubercolosi, il fratello Tom morirà a breve e lui stesso cominciava a mostrare segni della malattia. 
Il film utilizza proprio le lettere che il poeta scrisse all’amata per costruire il racconto, lettere che divennero pubbliche solo dopo la morte di lei.  
Keats aveva abbandonato gli studi di medicina per seguire la sua passione per la poesia, ma era molto lontano dal riuscire a vivere con la sua arte, e la madre di Fanny all’inizio non lo ritenne un buon partito per la figlia, che comunque aveva molti altri corteggiatori, motivo per cui anche gli amici di Keats non approvavano la relazione. Ma nonostante la sua difficile situazione Keats era una persona allegra e piena di vita, e con il tempo anche Fanny si innamorò del poeta. I due giovani si fidanzarono, ma il loro momento di felicità fu molto breve. Nel febbraio del 1820 una sera Keats tornò a casa con la febbre e poco dopo tossì sangue arterioso, un segno chiaro dell’inizio della fase finale della tubercolosi. “Questa gocca di sangue è il mio avviso di morte. Devo morire” disse con calma all’amico Brown. Poco dopo, senza speranza di guarire, scrisse a Fanny per consigliarle di rompere il fidanzamento, ma lei rifiutò decisamente e lui non potè nascondere il suo sollievo. Con la salute in continuo peggioramento Keats fu accolto dalla madre di lei e visse per tre mesi nella casa di Fanny. 
Il suo ultimo libro aveva finalmente avuto un moderato successo e il matrimonio sembrava possibile, ma medici e amici insistevano che andasse in Italia, sperando che il clima migliore lo avrebbe guarito. Allora non si conosceva l’esatta natura della tubercolosi ma è possibile che Keats invece sapesse di essere condannato, avendo visto morire la madre e il fratello. Forse sperava davvero che il viaggio lo avrebbe guarito, o forse semplicemente non voleva che Fanny lo vedesse morire come era accaduto a lui con i familiari. Lei gli regalò la carta per scriverle e un ovale di marmo, che si usava per raffreddare la febbre.  
Partì con l’amico pittore John Severn, ma dopo una lunga quarantena nel porto di Napoli quando arrivò a Roma, in un appartamento accanto alla scalinata di Piazza di Spagna, le sue condizioni erano molto gravi. Poco prima avevo scritto all’amico Charles Brown: “Ho paura di scriverle, di ricevere una sua lettera. Vedere la sua scrittura mi spezzerebbe il cuore, anche sapere di lei, vedere il suo nome scritto sarebbe più di quanto posso sopportare”. Anche se teneva sempre in mano l’ovale di marmo, Keats non le scrisse più, rifiutò di leggere le sue lettere e chiese solo che fossero messe nella sua tomba con una ciocca dei capelli di lei.  
Morì a Roma nel febbraio del 1821, a 25 anni, e verrà sepolto nel cimitero degli inglesi. Sulla sua tomba volle che fosse scritto “qui giace uno il cui nome fu scritto sull’acqua”. Dalle lettere che Fanny scrisse in seguito alla sorella di Keats si capisce che ne rimase innamorata a lungo. Solo circa 9 anni dopo la morte del poeta si sposò ed ebbe in seguito tre figli, uno dei quali dopo la morte di lei nel 1865 diffuse le lettere del poeta, che lei aveva sempre conservato di nascosto al marito. 
Il titolo del film viene proprio da una delle poesie di Keats, a lungo ritenuta dagli amici l’ultima ma probabilmente scritta nel periodo in cui frequentava Fanny, nel 1819. 

Stella luminosa! se io fossi costante come tu sei 
non in solitario splendore resterei alto nella notte
a guardare, con palpebre eterne socchiuse, 
come un eremita paziente e insonne della natura,
le acque che si muovono nel loro compito sacerdotale
di benedizione attorno alle spiagge umane della terra,
o a contemplare la nuova morbida maschera 
di neve caduta sulle montagne e sulle brughiere.
No, eppure sarei altrettanto costante e immutabile
appoggiato sul seno pieno del mio dolce amore
a sentire per sempre il suo morbido scendere e salire 
sveglio per sempre in una dolce irrequietezza,
Immobile, immobile per ascoltare il suo tenero respiro
e così vivere per sempre – o altrimenti deperire e morire
Il sito del film con il diario della produzione 
Il film dovrebbe uscire in Italia il 23 aprile 2010. Intanto la Fazi Editore ha pubblicato “Bright Star. La vita autentica di John Keats“, dove lo scrittore-editore Elido Fazi ripercorre tre anni della vita del poeta inglese, dal 1816 al 1819, attraverso le sue poesie e le lettere scritte agli amici e a Fanny, prima della malattia che lo porterà alla morte. 

Francesco Defferrari

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