Boris, la serie tv arriva al cinema

Boris_ilfilmCome serie televisiva ha conquistato un grande pubblico arrivando alla terza edizione e ora che approda al cinema promette di far parlare molto di sé. È ‘Boris, il film’ che dal primo aprile arriverà nelle sale cinematografiche e vedrà ancora una volta protagonisti tutto il cast delle soap Gli occhi del cuore e Gli occhi del cuore 2. Chi non ha idea di cosa si stia parlando (la serie andava in onda su Fox e dal 2009 su Cielo), può sempre fare una rapida ricerca in internet ed è certo che finirà per appassionarsi a tutti gli strampalati personaggi.

Anche questa volta saranno presenti tutti gli attori che hanno reso celebre Boris: da Francesco Pannofino, il regista René, all’attore egocentrico e mitomane Pietro Sermonti, dall’assistente Caterina Guzzanti all’attrice ‘cagna’ Carolina Crescentini. Le situazioni grottesche, i compromessi, i luoghi comuni presenti non solo nel mondo del cinema ma in un qualsiasi altro ambiente lavorativo saranno al centro anche di questa versione cinematografica che rispetto alla serie tv ha lasciato da parte un po’ di volgarità ma non ha rinunciato alle battute pungenti. “Era la nostra massima preoccupazione – spiega Luca Vendruscolo – fare un film che piacesse anche a chi non conosce la serie tv. Sembra che ci siamo riusciti anche se abbiamo dovuto sacrificare quasi un’ora di girato: la versione iniziale durava infatti tre ore e cinque minuti”. Il film prodotto da Rai Cinema e da Wildside racconta come per arrivare a fare un film sia necessario accettare qualsiasi richiesta.
Il film inizia con la rinuncia del regista René Ferretti a girare l’ennesima fiction tv questa volta dedicata al giovane Papa Ratzinger. Non sarebbe stata la prima serie televisiva ‘acchiappa – pubblico’, ma René questa volta decide di mettere da parte il suo cinismo e mollare tutto. Una decisione sofferta che lo farà cadere in depressione e gli farà dire che “la tv è come la mafia, non se ne esce se non da morto”.
Ma per René arriverà l’ora del riscatto con il progetto di portare sul grande schermo un film tratto dal libro ‘La casta’ di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. Il problema è che si affiderà ai suoi soliti sceneggiatori che in tre settimane scriveranno il copione stravolgendo la trama. Così, nonostante i buoni propositi, René scoprirà che anche nel cinema romano c’è la stessa fauna di personaggi e manie, tipica dei programmi televisivi. E dovrà, suo malgrado, cedere. Ed ecco che ‘La casta’ si trasforma in un cinepanettone, ‘Natale con la casta’, perché in un Paese come il nostro è troppo difficile uscire dalla commedia. Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo hanno deciso quindi di prendere in giro proprio il loro mondo, in un Paese “dove l’eccellenza è un equivoco”, un Paese in cui è in corso un fenomeno di televisizzazione del cinema e si rincorre la commedia semplice mettendo da parte gli altri generi cinematografici.
L’Italia che esce fuori dal film non è diversa da quella raccontata nella serie televisiva: un paese grottesco, sopra le righe, accettato passivamente dagli italiani. Non da tutti, però. È il caso dei giovani precari che stanno organizzando la manifestazione nazionale del 9 aprile, “Il nostro tempo è adesso”. Una delegazione è intervenuta durante la conferenza stampa, annunciando l’evento di protesta e ricordando che Boris è riuscito a interpretare la precarietà come poche altre serie teleisive, parlando di tutti i vizi, spesso taciuti, di questo Paese. Una protesta, quella dei giovani precari, subito appoggiata dal cast del film.

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Marianna Lepore

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